L’obbedienza della Miriano è sinonimo di «amore» e, forse, la sintesi più compiuta del nuovo libro è quanto scriveva Testori qualche decennio fa: «Non sbaglierà, nonostante tutti gli errori, chi avrà voluto bene alla realtà, ossia alla Creazione. Amando la realtà, ci sei dentro, ci vivi già dentro e abbracci il tuo tema, la vita, senza bisogno di astrazioni. Basta amare la realtà, sempre, in tutti i modi, anche nel modo precipitoso e approssimativo che è stato il mio. Ma amarla. Per il resto non ci sono precetti». Il nostro tema, come racconta la scrittrice con la consueta familiarità e simpatia che la contraddistingue, è la nostra vita, la vocazione, la famiglia, il lavoro, i figli, gli amici. «L’obbedienza non è passività, […] anzi è il massimo della forza: è conformazione a qualcosa di più grande. È capire che la nostra sola determinazione non è da sola un valore». Ciò significa che è un valore relativo, non assoluto.

L’unico valore assoluto è la verità e la verità è un rapporto, una relazione. Pensiamo come il Dio uno e trino cristiano documenti bene questa dimensione. L’autodeterminazione, infatti, diventa spesso solitudine e isolamento, poi tristezza e, nel tempo, cattiveria, mentre l’io è per sua natura relazione con un altro, in particolare con quell’Altro da cui dipendi. A ciò richiama costantemente l’amicizia, quella che Miriano chiama la «Compagnia dell’agnello». «Io e la mia amica» scrive «cerchiamo di farci compagnia anche in questo, perché prese dal miliardo di cose urgenti da fare rischiamo di dimenticarci quelle importanti». La vera amicizia ci fa compagnia lungo la strada al Destino ridestandoci all’essenziale.

Il matrimonio, la condizione di marito e di moglie, argomento dei primi libri, necessitano per essere vissuti di un ambito più ampio, quello di un’amicizia fraterna. Se è vero, come ha ricordato Papa Francesco nell’incontro con il mondo della scuola del 10 maggio, che «per educare un bambino ci vuole un intero villaggio» (proverbio africano), è altrettanto vero che la famiglia, torrente che scorre nell’alveo di un fiume più grande, necessita della sorgente che le dia vita. Questa sorgente, documenta la Miriano con tante storie personali, è la presenza reale di Cristo, nei sacramenti, nella Chiesa, nella “Compagnia dell’agnello” che il Signore le ha messo a fianco nella quotidianità per ricordare l’essenziale e riconoscerlo.

Costanza Miriano, Obbedire è meglio. La Compagnia dell’Agnello, Sonzogno, € 15

(pubblicato su La nuova bussola quotidiana dell’1-8-2014)