altÈ il 10 aprile del 1995 quando alle 18.30 cominciano le apparizioni mariane alla famiglia Gregori di Civitavecchia, dopo che due statuine della Madonna, comprate a Medjugorje, avevano già cominciato a versare lacrime di sangue e olio.

Dieci anni dopo, il 15 marzo del 2005, con decreto dell’allora vescovo della città, Girolamo Grillo, la parrocchia che custodisce la statua delle lacrime di sangue, versate per ben 15 volte, è stata eretta a santuario. Mentre nell’aprile del 2014, alla vigilia del ventennale delle apparizioni, il nuovo vescovo in carica, Luigi Marrucci, ha incoronato la Vergine insieme a Grilllo, al vescovo Giovanni Marra e a molti sacerdoti della diocesi. Un atto formale ed esplicito da parte della diocesi, mentre la Chiesa non si è ancora pronunciata formalmente sulle apparizioni.

In occasione dell’anniversario, Riccardo Caniato ha pubblicato lunedì 22 giugno su Studi Cattolici un’ampia e rara intervista al veggente Fabio Gregori, padre di Jessica, che a soli 5 anni fu la prima persona della sua famiglia a cui la Madonna apparve.

NUOVA CONVERSIONE. I 93 messaggi, di cui due segreti per il vescovo e uno per il pontefice, sono incentrati sul pericolo che sta correndo la Chiesa e la famiglia. Come mai proprio queste due realtà, Gregori lo spiega così: «Satana è potente e vuole scatenare l’odio, quindi la guerra per distruggere l’umanità. E per raggiungere questo scopo vuole abbattere la Chiesa di Dio, incominciando dalla piccola chiesa domestica che è la famiglia». Non solo, la Vergine ha aggiunto che «senza una nuova conversione, molti pastori avrebbero tradito la propria vocazione, anche con grave scandalo, e che la Chiesa avrebbe conosciuto una nuova grande apostasia, cioè il rinnegamento delle Verità cristiane fondamentali riaffermate nei secoli nella tradizione e nella dottrina». Perciò, «attorno alla famiglia e alla vita si svolge la battaglia contro la dignità divina dell’uomo». La distruzione di questa unità arriva all’apice quando la comunione coniugale non viene riconosciuta nella «necessaria diversità e complementarietà sessuale».