Una delle più alte attestazioni del compito e della missione culturale è il proemio del Convivio in cui Dante afferma che la conoscenza della verità, ovvero la sapienza, è non solo connaturata all’uomo, ma è addirittura la perfezione ovvero il compimento della natura umana.

 

Sì come dice lo Filosofo nel principio de la Prima filosofia, tutti li uomini naturalmente desiderano di sapere. La ragione di che puote essere ed è che ciascuna cosa, da providenza di propria natura impinta, è inclinabile a la sua propria perfezione.

 

Nella conoscenza l’uomo si realizza, si perfeziona nella sua natura. Riecheggiano le parole evangeliche: «La verità vi farà liberi». La veridicità di tali parole è tanto evidente qualora si osservi la natura umana nei bimbi che domandano, si interrogano su tutto, sono curiosi e non smettono mai di chiedere il perché. Questo atteggiamento, che è poi quello proprio della filosofia, si corrompe spesso nel tempo tanto che in molti casi l’uomo sembra considerare la conoscenza come  un pesante fardello e un fastidio. Dante al riguardo seleziona il suo destinatario, non scrive per tutti, esclude quanti siano colpiti da «malizia», ovvero non desiderino il bene per sé. Importante è, infatti, che la libertà si giochi pienamente per il proprio bene.