altIl 22 settembre 2015 Papa Francesco, portandosi la mano sul cuore, ha salutato Cuba all’aeroporto di L’Avana ed è volato negli Stati Uniti, dove arriverà nella tarda serata di martedì alla Andrews Air Force Base di Washington. La sua ultima giornata cubana è stata dedicata alla devozione mariana, che – ha detto – ha salvato la fede a Cuba in anni drammatici, e alla difesa della famiglia, che i poteri forti di questo mondo attaccano perché gli individui isolati, senza famiglia, sono più «facili da manipolare».

Gli ultimi due incontri cubani del Papa sono stati a Santiago, dove si trova il Santuario della Madonna della Carità del Cobre, patrona di Cuba, e dove Francesco ha celebrato la Messa e ha incontrato le famiglie. Nell’omelia il Papa è partito dal Vangelo, che presentava la visita di Maria a Santa Elisabetta. Una pagina che Francesco ama molto, perché «ci mette di fronte alla dinamica che il Signore genera ogni volta che ci visita: ci fa uscire da casa. Sono immagini che più volte siamo invitati a contemplare. La presenza di Dio nella nostra vita non ci lascia mai tranquilli, ci spinge sempre a muoverci. Quando Dio ci visita, sempre ci tira fuori di casa. Visitati per visitare, incontrati per incontrare, amati per amare».