Risultati immagini per torre di babeleIl modo migliore per ripartire, per rialzarci è quello di comprendere quanto ci ha ostacolo nel cammino fino a farci cadere. La metafora del cammino e dell’inciampo può essere utile per spiegare il contesto culturale in cui vive l’uomo contemporaneo. Per avere le chiavi di accesso alla cultura odierna bisogna comprenderne le coordinate e cogliere i passaggi graduali che hanno condotto al cambiamento della visione antropologica cui si assiste oggi. Per questo proponiamo un percorso sull’«Io e la crisi della modernità», perché ciascuno di noi possa non dare per scontate la cultura e la visione dell’uomo che sono imposti dal sistema dominante.

Ogni epoca lascia di sé ai posteri delle vestigia, delle impronte, più o meno riconoscibili, dei veri e propri monumenti nel senso etimologico del termine, cioè qualcosa che possa o che meriti di essere ricordato. Ma, come sappiamo, non tutti i monumenti hanno la stessa durata nel tempo. Vi sono quelli che resistono per centinaia e centinaia di anni alle intemperie e, qualora vengano parzialmente distrutti, sono poi nel tempo recuperati e restaurati, perché anche i posteri vi riconoscono un valore e un pregio. Ci sono monumenti, però, che vivono nello spazio di una generazione o al più di una vita umana, perché vengono distrutti dalle stesse mani dell’uomo, prima che l’azione del tempo agisca con la sua azione di usura lenta, ma inesorabile. Non tutto ciò che ha lasciato un’epoca è davvero monumento e merita la conservazione. Monumenti di un’epoca sono ciò che l’ha caratterizzata e che l’ha definita.