Risultati immagini per uomo tecnologicoNella nostra epoca l’uomo svolge spesso inconsapevolmente la funzione di strumento e mezzo del sistema. Scrive Pirandello ne I quaderni di Serafino Gubbio operatore: «L’uomo che prima, poeta, deificava i suoi sentimenti e li adorava, buttati via i sentimenti, ingombro non solo inutile, ma anche dannoso, s’è messo a fabbricare di ferro, d’acciajo le sue nuove divinità ed è divenuto servo e schiavo di esse. Viva la macchina che meccanizza la vita». Il fine del sistema è diventato la produzione, quel saper fare che i Greci antichi chiamavano «tecnica». Il prassismo, il pragmatismo, la produzione hanno sostituito l’attenzione al significato, al valore, alla verità. In poche parole la tecnologia ha gradualmente rimpiazzato la riflessione e la contemplazione.

È il Settecento il secolo in cui si è celebrato il matrimonio tra la scienza e la tecnica. Sul finire del secolo Vincenzo Monti immortala in un’ode la grandezza di quel signor di Mongolfier che ha permesso finalmente di realizzare il sogno di Icaro: volare, elevarsi dal suolo e sorvolare i mari e le montagne. Nel XIX secolo i segnali della fiducia smisurata nella tecnologia e nella meccanizzazione conseguente alla Rivoluzione industriale diventano sempre più palesi nella produzione letteraria. Carducci esalterà il progresso nell’immagine della locomotiva che permette di viaggiare sempre più velocemente.