Risultati immagini per modernità e relativismoOgni epoca si è sempre considerata moderna, troppo moderna per il passato. «Ogni generazione si crede destinata a rifare il mondo» scrive A. Camus, romanziere e filosofo francese (1913-1960), premio Nobel per la letteratura nel 1957. Questa affermazione trova profondo riscontro nella Modernità, ovvero dal secolo XVI in avanti, quando si iniziò a mettere in discussione la forza della tradizione e prese avvio la disputa tra gli Antichi e i Moderni (la cosiddetta querelles des ancients et moderns). Ora, non si tratta di ribaltare la posizione modernista avallando acriticamente la superiorità del passato, non si tratta evidentemente di sostenere l’adagio secondo il quale si stava meglio una volta o di assecondare la mentalità antiquata che tende a escludere il moderno e il progresso in nome di quanto non c’è più. 

Questa disputa trova, poi, la sua massima espressione nel Seicento, secolo nel quale divenne famosa l’immagine del «nano sulle spalle dei giganti». L’epoca precedente poteva pur essere superiore a quella contemporanea, ma l’uomo moderno partiva dalle acquisizioni e dai risultati che i giganti del passato avevano consegnato loro. Così, pur se nani, i moderni vedevano più lontano. Tra le differenti posizioni espresse tra quanti sostenevano la superiorità del passato e chi propendeva senza dubbi per il presente merita un’attenzione particolare la convinzione dello scrittore francese Bernard Le Bovier Fontenelle (1657-1757).