Il Papa invita a non «dimenticare che tante giornate sono state segnate da violenza, da morte, da sofferenze indicibili di tanti innocenti, di profughi costretti a lasciare la loro patria, di uomini, donne e bambini senza dimora stabile, cibo e sostentamento». Ma dobbiamo essere capaci di vedere anche la «bontà, amore e solidarietà» che «hanno riempito le giornate di quest’anno» ma «non sono diventate notizie dei telegiornali! Le cose buone non fanno mai notizia».

Ma questi «segni di amore» ci sono e «non possono e non devono essere oscurati dalla prepotenza del male. Il bene vince sempre, anche se in qualche momento può apparire più debole e nascosto».

La città di Roma «non è estranea a questa condizione del mondo intero». Qualche volta sono mancati «i valori fondamentali di servizio, onestà e solidarietà» e «le gravi incertezze che hanno dominato la scena di quest’anno sono sintomi di scarso senso di dedizione al bene comune».

«Non manchi mai – ha concluso Francesco – l’apporto positivo della testimonianza cristiana per consentire a Roma, secondo la sua storia, e con la materna intercessione di Maria Salus Populi Romani, di essere interprete privilegiata di fede, di accoglienza, di fraternità e di pace». (La Nuova Bussola quotidiana del 1-12-2015)