altNei primi giorni del mese di novembre 2013 sulle Filippine si è abbattuto il più violento tifone dell’intera storia umana, chiamato dai filippini Yolanda e dalle agenzie internazionali Haiyan. I morti «ufficiali» sono stati 6.300 – per un paragone, più delle vittime dell’11 settembre 2001 – ma a distanza di oltre un anno si continuano a trovare corpi. Il 17 gennaio Papa Francesco ha visitato due delle località più colpite dal tifone: Tacloban, dove ha celebrato la Messa, e Palo, dove ha incontrato il clero e i religiosi.

Dopo le parole forti che hanno fatto il giro del mondo sugli attentati di Parigi e sulla famiglia, la giornata dedicata al tifone ha portato una meditazione di carattere più propriamente spirituale sul significato delle catastrofi e delle tragedie. Si tratta di un tema su cui si era già interrogato Benedetto XVI. Il 22 aprile 2011 Papà Ratzinger aveva risposto in televisione alla domanda di una bambina giapponese, Elena, sul significato del terremoto dove erano morte diverse sue compagne. E aveva detto: «Cara Elena, anche a me vengono le stesse domande: perché è così?