Medea non tagli a pezzi i propri figli in presenza del pubblico, né l’empio Atreo cucini viscere umane alla vista di tutti, né Progne si trasformi in uccello, o Cadmo in serpente.

Quanto è disdicevole, ripugnante e macabro, anche se presente o sottointeso nella narrazione, non va descritto o raccontato.

 

Inizio e fonte dello scriver bene è la sapienza.

Perciò, si chiede Orazio:

 

quando noi avremo una volta introdotto negli animi questo tarlo e questa febbre di guadagno, come potremo sperare di comporre canti da spalmarsi di cedro e da conservarsi in astucci di levigato cipresso?

È già ben chiaro all’epoca di Orazio che il desiderio di guadagno corrompe l’arte, estinguendo la sua vera scaturigine.

 

Il fine dei poeti è di giovare, o di dilettare, o di dire a un tempo cose piacevoli e utili alla vita. […] Le cose immaginate allo scopo di dilettare siano verosimili […]. Raccoglierà tutti i suffragi chi saprà contemperare con l’utile il dilettevole, offrendo spasso al lettore e insieme istruendolo.

Doti naturali e studio sono entrambi indispensabili alla poesia e all’arte. L’impegno e gli sforzi devono, infatti, sempre accompagnare un’indole ben predisposta così come

 

chi si propone di raggiunger nella corsa la meta desiderata sostenne fin da piccolo mille prove, e compì mille esercizi; tollerò il caldo e il gelo; si astenne dagli amori e dal vino.

La poesia richiede, infine, tecnica e labor limae, ma eviterà l’esagerata ornamentazione retorica. Lungi dall’ambiguità, ricercherà, invece, come dote somma la chiarezza.

Quanto potrebbero insegnare queste riflessioni di Orazio a tanti poeti del Novecento che hanno proclamato come propria bandiera l’ostentazione dell’espressione criptica ed ermetica a tutti i costi! Orazio ha, invece, con ragione annotato che l’arte ha come propri fini la piacevolezza, l’utilità e la comunicabilità. Quanto utile sarebbe la conoscenza dell’Ars poetica per tanti artisti che mostrano nelle loro opere una scarsa conoscenza della tecnica o un totale disinteresse per la sua applicazione! Lungi dal labor limae, additano nella novità espressiva, nell’insolito espediente artistico e nell’impulsività comunicativa gli elementi indispensabili e imprescindibili per poter continuare a realizzare opere anche nella contemporaneità.