Anche quando Israele rompe l’Alleanza, Dio rimane fedele e non abbandona il suo popolo. Anzi, suscita dei profeti, che parlino in suo nome per richiamare il popolo all’alleanza, fino all’arrivo di Giovanni Battista, il precursore del Messia. Con l’avvento di Cristo, che manifesterà del tutto il vero volto di Iavhè, la rivelazione si estende a tutto il mondo, anche ai pagani («Non c’è Giudeo, né Greco; non c’è schiavo né libero; non c’è più maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù»). Dopo l’incarnazione l’uomo conosce il vero volto del Padre, che è carità, amore, misericordia. Dice, infatti, Gesù:

 

Chi crede in me, non crede in me, ma in Colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre.

Gesù stesso ci invita a seguirlo sulla strada dell’amore, non in «una imitazione esteriore», ma nella nostra «profonda interiorità». Così,

mediante la fede, Cristo abita nel cuore del credente (cf. Ef 3,17), e così il discepolo è assimilato al suo Signore e a Lui configurato. Questo è frutto della grazia, della presenza operante dello Spirito Santo in noi.

Non è semplicemente una somiglianza, ma un cambiamento ontologico, nella profondità dell’essere, quello che avviene in noi. Infatti,

inserito in Cristo, il cristiano diventa membro del suo Corpo, che è la Chiesa (cf. I Cor 12,13.27). Sotto l’impulso dello Spirito, il Battesimo configura radicalmente il fedele a Cristo nel mistero pasquale della morte e risurrezione, lo «riveste» di Cristo (cf. Gal 3,27): «Rallegriamoci e ringraziamo — esclama sant’Agostino rivolgendosi ai battezzati —: siamo diventati non solo cristiani, ma Cristo (…). Stupite e gioite: Cristo siamo diventati!».

Sono davvero parole che ci farebbero rabbrividire e, nel contempo, giubilare in letizia, se solo provassimo a pronunciarle con un briciolo di consapevolezza. In Cristo è davvero avvenuta la redenzione dell’uomo, così come spiega l’evangelista Giovanni quando apre il suo vangelo con una sintesi profondissima della storia dell’umanità e della storia della salvezza:

In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio:  tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta. Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva render testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.