Secondo lo studioso Giusto Grion Dante conosceva il Purgatorio di san Patrizio: «Nella Venezia Dante trovò la leggenda del pozzo di san Patrizio bene radicata». Il Grion ricorda i versi latini attribuiti a Dante nella Vita Dantis del Boccaccio: «Ultima regna canam fluida contermina mundo/ Spiritibus quae lata patent, quae premia solvunt» e afferma che i regni confinati dal mondo fluido «potrebbero ben essere l’isola di san Brandano e il Purgatorio di san Patrizio».

La studiosa Claudia di Fonzo ricorda che a Padova il pozzo del cortile di Rinaldo Scrovegni è detto Inferno. Quindi, nei luoghi frequentati da Dante negli ultimi anni della sua vita la storia del Purgatorio di san Patrizio era molto nota.

Gli studi finora condotti per dimostrare che Dante ha tratto spunto dal Tractatus de Purgatorio Sancti Patricii nella Commedia si sono soffermati su due aspetti: le tipologie di pene presenti nel Purgatorio di san Patrizio e la loro eventuale somiglianza con quelle presenti nella Commedia dantesca e, in particolare, nell’Inferno; la successione di pene che vi si incontrano.

Nell’intervento di Giovanni Fighera intitolato “La presenza del Tractatus de Purgatorio Sanctii Patricii” presente in DANTE IBRIDO, oltre ai due piani appena citati, si approfondirà un terzo ambito di ricerca: la somiglianza tra la struttura del Purgatorio di san Patrizio e quella del secondo regno dantesco.