Il romanzo più noto di Angelo Gatti, Ilia ed Alberto, può essere considerato un caso letterario molto particolare e ora ne capiremo le ragioni. L’opera, che ripercorre le vicende autobiografiche dell’autore, appena uscita riscosse un incredibile successo tanto che nel 1947 erano già state effettuate 14 ristampe, segno che all’epoca il libro aveva intercettato gli interessi e le domande dei contemporanei. Alla morte di Gatti, però, il romanzo venne dimenticato e fu riscoperto solo nel 1994, quando l’inserimento all’interno della collana “I libri dello spirito cristiano” determinò una resurrezione della fama dell’autore e della sua maggiore opera. Si è già accennato al carattere autobiografico del romanzo.

Nella prima parte, intitolata «La casa in ordine», tutto sembra corrispondere alle attese dei due protagonisti in una vita che procede secondo i progetti. Ilia (abbreviazione di Emilia) e Alberto si sposano toccando «il limite estremo della felicità». Emblematica in una scena è la corsa dei due in automobile. Gatti scrive: ««Ehi» diceva l’automobile con la sua tromba, mentre andava rapida e silenziosa, come un gran personaggio, che passa una rivista, ma ha poco tempo da perdere; «ehi, lasciatemi passare, che ho fretta; ehi» diceva quell’automobile «porto due felici; ehi, ce ne sono poche automobili come me». Era un piacere osservare come la piccola macchina indovinava da lontano un pericolo o approfittava di un’occasione propizia per buttarsi innanzi; come sgusciava fra due carrozze, scansava un ragazzo». Mentre Ilia chiede al conducente Pietro di guidare con prudenza, Alberto con tono tronfio e sicuro di sé, come se le sciagure e gli imprevisti riguardassero solo gli altri, replica: «Dove ci sono io, non ci sono disgrazie». Giungono al cinema dove la luce del paesaggio e la velocità del viaggio si traducono in repentino buio e immobilità. È un’immagine presaga del buio improvviso in cui sprofonderà ben presto la vita dei due giovani sposi. Ecco, infatti, alle porte il fatto imprevisto e inaspettato, il dramma della malattia.