altCarissimi ragazzi,

per tanti di noi insegnanti sono passati molti anni da quando vi abbiamo incontrato e abbiamo iniziato ad accompagnarvi nell’avventura affascinante della vita e della scuola. Vorremmo salutarvi ad uno ad uno, per la vostra simpatia, per la vostra carica, per le vostre persone così come sono, uniche, che ci hanno risvegliato e provocato ogni giorno. Che dono è essere insegnante, avere davanti a sé una ricchezza grande come quella del cuore dei giovani! Vorremmo ricordare anche tutti coloro che hanno iniziato l’avventura del Liceo insieme a noi e che, in un modo o nell’altro, non hanno proseguito la strada fino in fondo.

Gioie e tristezze, soddisfazioni e fatiche, momenti di crescita e cadute, speranze e timori non mancano mai, quando si vive, e ancor più quando si avvicinano alcune prove come l’esame di Stato e la sceltadell’università.

La gioia di essere stati insieme è ora accompagnata, immancabilmente, anche dauna patina di tristezza per una stagione che è finita. La scuola assomiglia per molti versi alla vita, è costituita da fasi, o se vogliamo età. Quando ne inizi una, ti senti piccolo, guardi gli altri che ti sembrano grandi e poi rapidamente, senza accorgertene, arrivi anche tu alla fine del percorso provando la bellissima sensazione di essere grande, ma ti accorgi, poco dopo, di essere solo all’inizio di un’altra fase. Allora ricominci da capo, ti senti di nuovo alle prime armi e riprendi il cammino per arrivare ad un traguardo che diventerà solo un nuovo punto di partenza. Così accade a scuola, nel passaggio dalle elementari alle medie, poi alle superiori e infine all’università. Così accade nella vita: si cresce e a un certo punto, quando ti senti grande, scopri che stai solo entrando in un’altra fase che ancora non conosci.