I bassorilievi di marmo sono considerati un capolavoro della scultura trecentesca: essi raccontano le Storie della Genesi ed episodi della Vita di Cristo, fino all’apocalittico Giudizio Universale. L’alternanza di strisce bianche e nere, di basalto e travertino, che corrono sui lati esterni della chiesa, si ritrova all’interno, anche sulle colonne che separano le tre navate. L’abside è dominata dalla grande vetrata quadrifora di Giovanni Bonino, vetraio di Assisi, che la realizzò negli anni Trenta del XIV secolo. Dietro l’altare, le pareti della tribuna quadrangolare sono interamente ricoperte dagli affreschi trecenteschi, purtroppo danneggiati, di Ugolino di Prete Ilario, narranti la vita di Maria. Simmetrica a quella del Corporale è la Cappella di San Brizio, nel braccio meridionale della navata trasversale, detta anche Nuova, edificata nei primi decenni del Quattrocento.

 

La campagna decorativa venne, in un primo momento, affidata al Beato Angelico che, con la sua bottega, riuscì ad eseguire solo due vele con Cristo Giudice tra Angeli e i Profeti. Dopo un’interruzione di circa cinquant’anni la ripresa dei lavori fu affidata a Luca Signorelli, pittore cortonese, che riprendendo il tema del Giudizio Universale sviluppò uno dei cicli pittorici più celebri del Rinascimento, dipingendo, in chiave escatologica, scene coinvolgenti e dinamiche, inquadrate in una finta architettura di marmo dipinto.

Per le vie della città, la domenica dopo l’ottava di Pentecoste, un corteo storico rievoca il Miracolo di Bolsena, all’origine della Festa del Corpus Domini. (pubblicato su la nuova bussola quotidiana del 15-2-2014)