Politiche, urbanistiche, sociali, artistiche e, naturalmente, religiose furono le ragioni che motivarono l’avvio della chiesa intitolata a Santa Maria Assunta, in quel di Orvieto, sede della cattedra episcopale della diocesi locale. Religiose, innanzitutto, perché il Duomo della città umbra sorse, nella sua veste odierna, per ospitare degnamente il Corporale di Bolsena, protagonista del celebre miracolo eucaristico, cui venne riservata un’intera cappella nella testata nord del transetto.

Risale al 1290 la posa della prima pietra, benedetta da Papa Niccolò IV, primo religioso francescano a salire sul soglio di Pietro. È di Lorenzo Maitani la firma del progetto complessivo, nonostante la costruzione dell’edificio fosse già avviata al tempo del suo intervento (1309). Il maestro senese accentuò il carattere gotico dell’architettura, con l’aggiunta dei contrafforti e degli archi rampanti, lavorando sul fronte principale fino al livello delle statue bronzee con i simboli degli Evangelisti. Diversi furono i capomastri che si avvicendarono in cantiere: tra questi Andrea Pisano, Antonio da Sangallo il Giovane e, prima di lui, l’Orcagna, cui si devono la decorazione musiva e il rosone aperto in facciata. Quest’ultima, tricuspidata, è un vero e proprio trionfo di tessere d’oro e sculture che ricalcano, nei modelli figurativi, quelle delle cattedrali francesi.