LA PROFEZIA DI DANTE

Nel 1294 Dante conclude la Vita nova con una promessa audace e misteriosa. Dopo una visione straordinaria, decide di non parlare più di Beatrice finché non sarà in grado di farlo nel modo più degno possibile. Vuole studiare, perfezionarsi, crescere come poeta per dire di lei ciò che nessuno ha mai detto di una donna.

Ma quella promessa non è soltanto letteraria: è il seme della Divina Commedia. Beatrice, infatti, non è per Dante un semplice amore giovanile. È la donna che lo conduce a Dio, la luce che orienta il suo cammino, il simbolo della grazia e della salvezza. Per questo diventa la protagonista spirituale del suo capolavoro.

Alla fine della Vita nova, Dante esprime anche un ultimo desiderio: poter un giorno contemplare in cielo la gloria di Beatrice dopo aver terminato la sua opera. E il destino sembra quasi ascoltarlo. Dopo aver portato a compimento la Divina Commedia, l’opera nella quale mantiene la sua promessa, il poeta morirà pochi anni dopo, nel 1321.

Fu davvero la Commedia il compimento di quella profezia giovanile? E perché Beatrice divenne per Dante tanto importante da ispirare il poema più grande della letteratura italiana? Scopriamolo insieme.

Puoi approfondire leggendo l’edizione scolastica NEL MEZZO DEL CAMMIN edita da CLIO.