Giovedì 22 ottobre alle ore 10:30 su RADIO MARIA

la trasmissione IN VIAGGIO CON DANTE VERSO LE STELLE.

Dante saluta per l’ultima volta Beatrice e vede il volto dei santi nella Candida Rosa. San Bernardo indica alcuni santi.

Dante ringrazia Beatrice che si è recata addirittura nel Limbo (primo cerchio dell’Inferno) per chieder l’aiuto di Virgilio. È lei che ha condotto Dante fuori dalla condizione di schiavitù del peccato e gli ha ridato la condizione di uomo libero. Nel rapporto con Beatrice e nella memoria dell’incontro con lei risiede la possibilità della libertà per Dante.

Il compito che la donna ha assolto nei confronti del poeta passa ora a Dante stesso che scrivendo la Commedia vuole accompagnare gli uomini dalla condizione di miseria (schiavitù del peccato) a quella di beatitudine (libertà dello spirito) come leggiamo nell’epistola a Cangrande della Scala.

L’ultimo saluto a Beatrice è una sorta di inno che sembra un’anticipazione i quello rivolto alla Vergine Madre, figlia del tuo figlio che san Bernardo rivolgerà più tardi alla Madonna. Beatrice possiede quella «magnificenza» che Dante ha attribuito anche a Cangrande nel canto XVII e attribuirà a Maria nel canto XXXIII.

Su invito di San Bernardo, Dante innalza gli occhi e vede una bellezza celestiale, circondata da «più di mille angeli festanti». La bellezza della Madonna è «letizia/ […] ne li occhi a tutti li altri santi», cioè si riflette come letizia negli occhi dei beati. L’ardore e il desiderio di san Bernardo sono tali che si comunicano a Dante che sempre più brama di guardare Maria.

I santi appaiono finalmente con il loro volto e l’immagine fisica, fulgidi e splendenti per la purezza che li contraddistingue, seduti su troni.

Al centro e nel punto più alto dell’anfiteatro siede come in trono la Madonna, colei che è stata strumento della redenzione del peccato originale.

In qualità di maestro san Bernardo presenta la disposizione dei santi nella Candida Rosa. Ai piedi di Maria si trova Eva, colei che provocò la ferita del peccato originale. Sul terzo ordine di gradini siedono Rachele e Beatrice. Dante ha già presentato Beatrice con Rachele (seconda moglie di Giacobbe e simbolo della vita contemplativa) nel II canto dell’Inferno, quando santa Lucia si era recata dall’amata da Dante per chiederle di andare in soccorso al poeta. Bello e preciso è, quindi, questo richiamo alla collocazione della donna per cui Dante ha scritto la Commedia ed è uscito dalla «volgar schiera». A lei è associato il numero tre.

La quarta posizione è, poi, occupata da Sara (moglie di Abramo e madre di Isacco), la quinta da Rebecca (moglie di Isacco e madre di Giacobbe), la sesta da Giuditta (che uccise Oloferne e salvò gli Ebrei dalla schiavitù degli Assiri) e Ruth (la bisavola del re Davide).

A scendere troviamo altre antiche donne ebree. Si crea così un’ideale linea divisoria che separa i credenti in Cristo venturo disposti a sinistra di Maria e i credenti in Cristo venuto collocati a destra:

Da questa parte onde ‘l fiore è maturo
di tutte le sue foglie, sono assisi
quei che credettero in Cristo venturo;
da l’altra parte onde sono intercisi
di vòti i semicirculi, si stanno
quei ch’a Cristo venuto ebber li visi.

Dalla parte opposta della Rosa, allo stesso livello di Maria, vediamo in ordine a partire dall’alto prima san Giovanni Battista, il più grande tra i nati da donna, descritto qui come ricolmo di Spirito santo fin dall’utero della madre e rimasto nel Limbo per due anni fino alla discesa di Cristo agli Inferi.

Sul secondo e sul terzo gradino si trovano rispettivamente san Francesco e san Benedetto: il primo è descritto nel canto XI, il secondo nel canto XXII (multiplo di undici), collocati rispettivamente a conclusione della prima e della seconda parte del Paradiso.  La loro disposizione nella Candida Rosa è un’ulteriore conferma dell’importanza notevole che Dante attribuisce loro.

In quarta posizione incontriamo sant’Agostino. Questa è una sorpresa, perché Dante non gli ha riservato un ruolo nel suo viaggio in Paradiso, non ha avuto modo di discorrere con lui o di presentarlo, ma l’ha nominato solamente nel canto X del terzo regno. Eppure il Santo di Tagaste è uno dei più importanti padri della Chiesa, grande scrittore, filosofo, autore, tra le altre opere, delle Confessioni e del De civitate Dei.

Sotto sant’Agostino sono disposti altri santi a creare una linea divisoria analoga a quella di Maria, Eva e Beatrice.

San Bernardo mostra, poi, una linea orizzontale al di sotto della quale sono collocate le anime salvate non per proprio merito: sono i bambini beati, morti prima di poter scegliere con libero arbitrio.

Il Santo invita, poi, Dante a guardare la faccia che più assomiglia a Cristo (il volto della Madonna) che può disporre meglio il poeta a veder il Signore.