alt«Finalmente ci incontriamo!» Con questo entusiasmo Papa Francesco si è rivolto ai circa 500mila giovani che lo attendevano sui prati di Blonia, vicino al centro di Cracovia nel tardo pomeriggio di ieri, per il primo vero incontro della GMG. Un incontro speciale perché avvenuto, come ha ricordato il Papa, «nella terra natale» di San Giovanni Paolo II, colui «che ha sognato e dato impulso a questi incontri».

Il motivo per cui tanti giovani si sono dati appuntamento, ha detto il Papa, è per «celebrare Gesù che è vivo in mezzo a noi», quindi Bergoglio ha accompagnato le migliaia di ragazzi presenti a chiedere al Signore di “lanciarli nell’avventura della misericordia”. Lo ha fatto affrontando due categorie di giovani che vanno superate: i “quietisti” e i “pensionati”.

UN CUORE APERTO E’ UN CUORE MISERICORDIOSO

I primi sono quelli che pensano che «nulla si può cambiare», e il Papa dice di ammirare l’esuberanza di quei giovani che, invece, sanno opporsi ai “quietisti”, che cercano di fare in modo che «le cose siano diverse». E’ la passione della missione, di coloro che rinnovano la «fiducia nella Misericordia del Padre che ha il volto sempre giovane e non smette di invitarci a far parte del suo Regno».

«Un cuore misericordioso, ha sottolineato il Papa, sa essere un rifugio per chi non ha mai avuto una casa o l’ha perduta, sa creare un ambiente di casa e di famiglia per chi ha dovuto emigrare, è capace di tenerezza e di compassione. Un cuore misericordioso sa condividere il pane con chi ha fame, un cuore misericordioso si apre per ricevere il profugo e il migrante». Un cuore misericordioso «è un cuore aperto per cui c’è posto per carezzare quelli che soffrono, c’è posto per mettersi accanto a quelli che non hanno pace nel cuore o mancano del necessario per vivere, o mancano della cosa più bella: la fede».