Superata la prima prova, Dante si appresta nel canto XXV a rispondere alle domande che gli porrà s. Giacomo. L’apostolo, che più volte fu scelto da Gesù assieme al fratello Giovanni e a Simone detto Pietro, ha il compito di interrogare Dante sulla speranza. La prova è strutturata in tre parti. Il poeta dovrà rispondere quale sia la natura della speranza, se ne abbia e da dove gli provenga. Con lo stupore di tutti e ancor più di noi lettori, Beatrice precorre Dante nella risposta, quasi impaurita che lui possa incorrere in qualche errore. In realtà, lei vuole togliere all’amico l’imbarazzo di dover rispondere  che «in tutta la chiesa militante non c’è un povero figlio che abbia più speranza di lui». Per questo gli è stato concesso di intraprendere il viaggio ultraterreno prima della morte. Beatrice lascia che sia Dante a rispondere alle altre due domande che non possono indurlo alla vanteria.