altGiunto alla XXXIII edizione, il Premio Internazionale Medaglia d’oro al merito della Cultura Cattolica di Bassano del Grappa è stato conferito alla sindonologa Emanuela Marinelli. «Quando mi hanno comunicato che avevano deciso di assegnarmi il Premio» ha spiegato la studiosa «sono impallidita vedendo chi lo aveva ricevuto prima di me». Si è quindi detta «molto grata e onorata di aver avuto questo riconoscimento molto prestigioso». Che cosa significa l’espressione “cultura cattolica”? L’aggettivo “cattolico” riduce l’ampiezza della portata della cultura? 

La vera cultura è espressione di un popolo. La consapevolezza dell’appartenenza a un popolo e ad una tradizione ha generato sempre frutti fecondi. Il verbo latino colo, che è alla base della parola “cultura”, sottolinea e descrive il passaggio dell’uomo dalla condizione nomade a quella sedentaria. Il verbo significa “coltivare”, “abitare”, “venerare”. Un popolo che diventa sedentario ha imparato a coltivare la terra, la abita e venera le divinità del luogo. Nel termine “cultura” risiede, quindi, questo radicamento nelle proprie origini e nella propria terra, senza il quale non è possibile crescere e dare frutti. Da questo radicamento scaturisce la possibilità di trarre linfa vitale, ovvero la possibilità di germogliare, di crescere nel fusto e di dare frutti buoni. Capiamo allora che la cultura non ha a che fare con la conoscenza di tante componenti della realtà, ma deriva da un passato (il terreno in cui siamo cresciuti, la tradizione) e si apre a una domanda sul presente e sul futuro. D’altra parte, l’aggettivo “cattolica” sottolinea l’universalità della cultura. Ovvero, ogni esperienza di vera appartenenza reca in sé la vitalità che proviene dalla verità sulla vita che viene tramandata di generazione in generazione, di padre in figlio.