CASTELLETTO SUL GARDA. Garda Family House. Sabato 4 dicembre ore 9:30. Che cos’è mai l’uomo perché di lui ti ricordi? La visione dell’uomo nella Commedia.

Marco Lombardo ben evidenzia i fattori che sono in gioco nell’uomo: «Lo cielo i vostri movimenti inizia;/ non dico tutti, ma, posto ch’i’ ’l dica,/ lume v’è dato a bene e a malizia,/ e libero  voler; che, se fatica/ ne le prime battaglie col ciel dura,/ poi vince tutto, se ben si notrica». Ecco qui di seguito una breve parafrasi esplicativa: il cielo dà un primo movimento alle creature attraverso l’inclinazione naturale che assegna a ciascuna di esse (che potremmo chiamare talento); il cielo non dà inizio a tutti i movimenti, ma anche se ammettessimo questo per la fase iniziale, poi l’uomo, dotato di una ragione che sa distinguere il bene dal male e di un libero arbitrio, potrebbe comunque scegliere; il libero arbitrio, infatti, se si impone a fatica all’inizio sull’inclinazione naturale, poi riesce ad avere il sopravvento, quando è sorretto da una buona educazione.

Sono, quindi, quattro i fattori fondamentali dell’umana natura. Il primo è l’inclinazione naturale o talento che ci viene assegnato dalla nascita, non dipende quindi da noi, ma è un «dono»; ce lo ritroviamo addosso, sta a noi, nel tempo, riconoscerlo. Il secondo fattore è la ragione, ovvero l’apertura alla realtà secondo la totalità dei suoi fattori che include, quindi, anche la capacità di valutare in una determinata situazione i differenti elementi in gioco per prendere una decisione che sia buona per la propria vita. Ecco perché è qui chiamata «lume […] a bene e a malizia», luce che rischiara ciò che è bene da ciò che è male. L’educazione deve, poi, «ben nutrire» la ragione e la libertà, deve, cioè, introdurci nella realtà con un’ipotesi esplicativa della stessa che va evidentemente verificata nell’esperienza. Solo un’educazione che ben evidenzi da un lato un buon uso della ragione, dall’altro il dato della realtà, non costruito da noi e che esiste prima di noi, può considerarsi adeguata all’umana natura. Infine, l’uomo è dotato del libero arbitrio, che può, comunque, scegliere il bene o il male, nonostante l’inclinazione naturale, la ragione e l’educazione, anche se naturalmente un’educazione che insegni un uso corretto della ragione aiuta ad un’espressione buona della propria libertà.

È impressionante come in un’estrema sintesi Dante sappia spiegare l’umana natura ed è davvero stupefacente la dignità che il Sommo poeta conferisce all’uomo proprio nel riconoscimento della libertà che gli è propria. È come se lo scrittore ci volesse dire che non possiamo nasconderci dietro le solite scuse («è il mio carattere», «sono fatto così», «se fossi nato in un altro ambiente o in un’altra famiglia»», …), perché la responsabilità delle scelte nell’istante è tutta nostra, abbiamo sempre la possibilità di scegliere per il bene, o di pentirci e di tornare indietro rispetto a scelte che abbiamo scoperto non buone per noi. La persona può mettere in gioco sempre e in ogni istante la propria libertà dinanzi a quanto accade. Nella grande epopea della libertà, che è la Divina commedia, Dante ben evidenzia la sostanziale predominanza di questo fattore nell’umana natura.