altProfessori, attori e studenti fanno rivivere l’ambiente e le vicende di un classico di Alessandro Manzoni nella scuola Sacra Famiglia di Orzinuovi.
La proposta «Leggendo specchiamoci ne I promessi sposi» è stata elaborata dal Familycafé, lo speciale «contenitore» culturale per le famiglie dell’istituto, sotto l’egida del docente universitario Giovanni Fighera. In scena ci saranno gli attori Alberto Branca e Massimiliano Grazioli. Un cast di studenti del Corso di preparazione pasti del Cfp Sacra Famiglia di Soncino, guidati da Eugenia Zucchi e dallo chef Roberto Bulgaro. faranno gustare i piatti citati nel romanzo. Il percorso, coordinato dal preside padre Antonio Consonni, è rivolto a tutti. Il primo appuntamento è fissato per stasera alle 20.30, al Joy Cafè della Sacra Famiglia. È necessaria la prenotazione al numero 030941036. «La commedia di don Abbondio e il dramma che approda alla notte degli imbrogli» è il tema che tiene a battesimo la rassegna. L’8 marzo si affronterà «Il dramma della Monaca di Monza e Renzo a Milano», lunedì 16, «La conversione dell’Innominato e la peste». «Il sugo della storia: il matrimonio di Renzo e Lucia e chi sopravvive alla peste», chiuderà il ciclo il 23 marzo. «Vogliamo rileggere il libro di Alessandro Manzoni per riascoltare la forza del suo racconto che narra l’amore e l’odio, la fede nella Provvidenza e l’incredulità, la libertà e la schiavitù interiore – spiega Consonni -. Vogliamo specchiarci per confrontarci col nostro stile di essere umani, di vivere l’esperienza di fede, di abitare il mondo».
L’operazione dell’Andreana parte dal presupposto che l’opera «I promessi sposi» è uno dei grandi romanzi che l’Ottocento ci ha donato ed è un peccato che, nell’insegnamento ordinario e nell’immaginario collettivo, esso passi solo come un libro di apologetica cattolica.
«È invece un inno alla vita che si alterna tra destino e libertà, tra Dio e umanità, tra male e redenzione – aggiunge il preside -. È impregnato di un senso di stupore per la bellezza della vita. La lingua è meravigliosa. E dentro ci sono pagine di intensa ironia». R.C.