Zia Antonia

 

     
 
 

Nativo di Bellano, Andrea Vitali (1956) ha al suo attivo decine e decine di romanzi e ha venduto oltre due milioni di copie da quando nel 1990 si è affacciato sul palcoscenico dell’editoria italiana con il suo primo romanzo Il procuratore. Da allora chiara appare la sua vena da grande affabulatore, che gli consente di trasformare storie quotidiane e semplici in racconti memorabili che si stampano nella mente del lettore per la vivacità.

Zia Antonia sapeva di menta è un romanzo piacevole, fresco, accattivante per l’intreccio e per i modi narrativi. Quali sono gli ingredienti? Senz’altro colpisce la semplice e calda umanità dei personaggi: due fratelli che non si parlano da tempo, Antonio e Ernesto, il primo bidello e sposato, il secondo celibe; una zia Antonia, l’eroe eponima del romanzo, ma che non proferisce nemmeno una parola e che è ricoverata nell’ospizio/ convento del paese; la superiora e le suore; il medico del paese di nome Fastelli; il direttore di banca. Sono come gli attori sul palcoscenico teatrale di Bellano. Pochi personaggi, ben delineati attraverso il loro linguaggio, di un’opera teatrale che non si comprende subito se debba interpretarsi come commedia o giallo. Il lettore rimane come sospeso nella leggiadria della narrazione, nella pacatezza e tenerezza dei toni, nell’abile perizia di cesellatore della parola dello scrittore.