Ascolta la sesta puntata su radio Vaticana:

https://www.vaticannews.va/it/podcast/pagine-di-meditazione/amor-che-move-il-sole-e-l-altre-stelle-l-uomo-l-amore-l-infinito/2022/09/amor-che-move-il-sole-e-l-altre-stelle-l-uomo-l-amore-l-infinito-07-09-2022.html

Il cristianesimo ha portato un cambiamento epocale nel modo di concepire le donne. Pensiamo anche solo alla portata straordinaria che ebbe l’apparizione di Cristo, una volta risorto, alle donne prima che agli Apostoli o allo sguardo pietoso che Cristo ebbe per le prostitute (come del resto per tutti gli altri peccatori) e all’assoluta dignità con cui trattò tutti, uomini e donne indistintamente, anche coloro di cui nessuno si curava e che erano considerati un rifiuto della società. Non c’era (come non c’è ora) umanità di cui Gesù non si interessasse.

Non solo la concezione della donna muta nell’era cristiana, ma con essa anche la percezione del matrimonio. In epoca cristiana la convinzione è che non è solo l’anima o il corpo che ama, ma la persona intera, che è unità inscindibile di anima e corpo. Moglie e marito sono equiparati e condividono le gioie e i dolori.

All’immagine del  Dio monoteistico corrisponde il matrimonio monogamico. Il matrimonio basato su un amore esclusivo e definitivo diventa l’icona del rapporto di Dio con il suo popolo e viceversa: il modo di amare di Dio diventa misura dell’amore umano.

 

Per questo l’attacco al matrimonio cristiano sferrato negli ultimi decenni da una cultura imperante attraverso le armi del diritto è, in realtà, un attacco alla civiltà che rischia di demolirne le fondamenta e la stessa possibilità di sopravvivenza.

Con l’avvento di Cristo l’amore è potenziato e acquista il carattere della esclusività, rivolto solo ad una persona e per sempre.

 

L’amore diventa cura dell’altro e per l’altro. Non cerca più se stesso, l’immersione nell’ebbrezza della felicità; cerca invece il bene dell’amato: diventa rinuncia, è pronto al sacrificio, anzi lo cerca.