Il primo cerchio dell’Inferno è il Limbo. Una moltitudine immensa di uomini, di donne e di bambini effondono un pianto di sospiri che non deriva da pene e tormenti. La loro colpa è quella di non aver ricevuto il  battesimo «ch’è porta de la fede» o di aver vissuto prima di Cristo, non adorando così «debitamente a Dio». Secondo la tradizione cristiana il limbo non esiste, è frutto dell’immaginazione e della credenza dell’uomo medioevale.

Dante incontra un gruppo di anime, che appaiono a parte, distinte dalle altre, né tristi né liete in volto. Ode una voce («Onorate l’altissimo poeta;/ l’ombra sua torna, ch’era dipartita») che prelude all’arrivo di Omero. Il «poeta sovrano» cammina con una spada in mano «come sire». Dietro a lui seguono Orazio, Ovidio, Lucano.

In questa teoria di grandi poeti Dante auctor presenta la biblioteca ideale dell’uomo medioevale, i grandi maestri e punti di riferimento. In seno a questa scuola, cui appartiene anche Virgilio, Dante è accolto come «sesto tra cotanto senno».