Il settimo cerchio dei violenti è diviso in tre gironi. Il primo comprende i violenti contro il prossimo (contro la sua persona o i suoi averi). In un fiume rosso sangue, denominato Flegetonte, sono puniti tutti coloro che hanno compiuto violenza contro gli altri, più o meno immersi nel sangue in proporzione alle colpe commesse. Non sono iracondi che si sono lasciati andare all’ira incontrollata (ad un peccato di incontinenza), ma sono dannati che hanno peccato di malizia, che hanno commesso una violenza premeditata e pianificata, che è divenuta strumento di conquista, di predominio, di sopraffazione. CHE NE è DEI GRANDI DELLA TERRA, DEI POTENTI, DEI GRANDI CONQUISTATORI?
CI VIENE IN MENTE LA DOMANDA DI MANZONI NEL 5 MAGGIO A PROPOSITO DI NAPOLEONE? FU VERA GLORIA? LA RISPOSTA DI MANZONI NON è solo “Ai posteri l’ardua sentenza”, ma anche che dinanzi all’eternità è silenzio e tenebra la gloria che fu (versi finali).
LA PROSPETTIVA DI DANTE E DI MANZONI è SIMILE: dal punto di vista dell’eternità NON CONTANO LE CONQUISTE UMANE, LE VITTORIE, MA LA SALVEZZA E L’ETERNITA’.
SUB SPECIE AETHERNITATIS NEANCHE IL PECCATO COMMESSO E’ LA PAROLA DEFINITIVA. L’ansia di redenzione che si manifesta anche solo per un istante in Terra trova una risposta nell’infinita misericordia divina.