Pier della Vigna, segretario dell’imperatore Federico II, è invitato da Virgilio a parlare in modo che Dante, cui è consentito tornare sulla Terra, possa almeno rinverdire la sua fama e discolparlo dall’accusa ignominiosa di cui cadde vittima.
Il monologo di Pier della Vigna è organizzato nelle parti fondamentali di un’orazione, vero capolavoro di sintesi in ventiquattro versi.
Il richiamo al processo che mai si celebrò in vita attraverso l’orazione in morte è un chiaro aspetto realistico che apre la porta ad una comprensione più ampia di tutta la vicenda. Dante, cioè, attualizza l’episodio e lo compie in una prospettiva eterna, risanando le ferite sanabili, senza, però, redimerle, perché la redenzione può esserci donata solo da Cristo attraverso la nostra mendicanza del perdono.
Nella puntata odierna analizzeremo l’orazione di Pier della Vigna.