10 febbraio 2020 ore 19:00

“La felicità è reale solo se condivisa”

DESENZANO

INTO THE WILD

REGISTA: SEAN PENN

ANNO:2007

 

TRATTO DAL ROMANZO DI JON FRAKAUER NELLE TERRE ESTREME del 1996

Curiosità: occorrono dieci anni a Sean Penn per ottenere il consenso per realizzare il film dalla famiglia di Christopher McCandless. La storia è vera (dal 1990 al 1992). Il film è stato girato in 8 mesi sui veri luoghi del viaggio del ragazzo. L’attore protagonista Emile Hirsh perde venti kg per girare il film nelle scene in Alaska. Non vuole stuntmen. Il Magic bus è divenuto una meta turistica.

 

Trama. Laureatosi in scienze sociali nel 1990, Christopher abbandona la società consumistica, la famiglia con cui ha un pessimo rapporto. Assume il nome di Alexander Supertramp, lascia i suoi soldi in beneficienza. Solo, con lo zaino in spalla, girerà per gli Stati Uniti, il Messico, fino all’Alaska alla ricerca della bellezza, della verità, dell’autenticità, lontano dalle forme, dalle convenzioni, dalle ipocrisie in cui si trovava immerso. Incontra una coppia hippie (Jan e Rainey), un trebbiatore del Dakota, una cantautrice hippie di nome Tracy, un anziano. Comunicherà i suoi valori di libertà, di ricerca della verità a chi incontra e, nel contempo, cercherà di imparare tutto quanto gli occorre per sopravvivere in Alaska, la sua meta. Ivi troverà la natura incontaminata che gli comunicherà una felicità interiore. Morirà nel 1992 mangiando bacche velenose. Prima di morire scriverà sul suo diario: “La felicità è autentica solo se condivisa”.

 

TECNICA DEL RACCONTO E STRUTTURA.

La storia è raccontata attraverso il flashback continuo.

Cinque sono i capitoli:

  1. LA MIA NASCITA,
  2. L’ADOLESCENZA.
  3. LA MATURITÀ.
  4. LA FAMIGLIA.
  5. LA CONQUISTA DELLA SAGGEZZA.

 

SPUNTI DI RIFLESSIONE.

  1. RICERCA della verità, che il giovane decide di compiere DA SOLO, convinto del MITO DEL RITORNO ALLO STATO DI NATURA, lontano dalla società malata dal progresso. Coltiva il mito del buon selvaggio, affascinato dai romanzi di Jack London
  2. Il protagonista ha scoperto l’ipocrisia su cui è basata la sua famiglia. I suoi genitori hanno sempre finto di essere sposati dinanzi ai figli. A Christopher, che è particolarmente sensibile, la sua infanzia appare come una gigantesca finzione. Di lui la sorella dirà: “La fragilità del cristallo non è una debolezza, ma una raffinatezza”.
  3. IL GIOVANE VUOLE VIVERE L’EMOZIONE FORTE, IL PRESENTE SLEGATO DAL DESTINO E DAL COMPIMENTO, L’ISTANTE PER L’ISTANTE. Scrive Christopher nel diario: “Se ammettiamo che l’essere umano sia dominato dalla ragione, ci precludiamo la possibilità di vivere”.
  4. SOLITUDINE, VITA SENZA LEGAMI, FILOSOFIA DELLO ZAINO VUOTO, SOLO L’IO A CONTATTO CON LA NATURA. Il protagonista si stacca da tutti, dalla famiglia, dalla cara sorella, senza inviare loro neppure un messaggio, mosso da qualcosa di più grande della ribellione e della rabbia. Lo spinge un’urgenza interiore, attratto dall’avventura. Per sopravvivere deve uccidere gli animali. Quando uccide un alce, appare disgustato dal suo gesto e in maniera simbolica il regista insiste sul sangue delle mani lavato nel fiume in segno di purificazione.
  5. RELIGIOSITÀ E DOMANDA DI SENSO. UN GIOVANE E UN ANZIANO A CONFRONTO. Christopher incontra un anziano che gli chiede: “Ci credi nell’amore? Dio ci ama tanto. Dal bene nasce il bene”.

Bello è il dialogo tra i due:

  • Sei un giovanotto in gamba.
  • Ho la testa ben piantata sulle spalle.
  • Non dovresti fare qualcosa di questa vita?
  • Credo la carriera sia un’invenzione del xx secolo.
  • Dov’è la tua famiglia?
  • Non ho più una famiglia.
  • E’ un peccato

 

L’anziano racconta che, una volta che ha perso la moglie e il figlio, è diventato alcolizzato, ma poi ha compreso che così non onorava la memoria di suo figlio e ha smesso.

L’anziano dice a Christopher: “Dai pezzetti che ho messo insieme ho capito che hai problemi con la Chiesa. C’è una cosa più grande (di noi): Dio. Quando si perdona si ama . Quando si ama la luce di Dio scende su di noi”.

6. L’UOMO è UN IO IN RELAZIONE, OVVERO UNA PERSONA. IL VIAGGIO DELLA VITA NON SI FA DA SOLI.  Christopher dice all’anziano: “Ti sbagli se pensi che la felicità venga dai rapporti con le persone. Dio ha messo la felicità ovunque. Abbiamo solo bisogno di cambiare il nostro modo di guardare le cose”. Alla fine del viaggio il giovane muterà opinione: La felicità è tale se condivisa”.