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DANTE DI FRONTE ALLA PROVA.

LA NECESSITA’ DI UN MAESTRO.

MILANO. SCUOLA FAES MONFORTE,

via Amadeo 11.

15 OTTOBRE, ORE 18.30.

INCONTRO CON GIOVANNI FIGHERA.

Perché leggere la Commedia, a settecento anni dalla sua composizione? Il capolavoro dantesco può ancora parlare a noi uomini del 2015?

Proviamo a sentire lo stesso Dante. Il Fiorentino ci spiega perché ha scritto la Divina Commedia in una lettera indirizzata a Cangrande della Scala, insieme al Paradiso. Il fine è quello di rimuovere i viventi, cioè noi finché siamo in vita, dalla condizione di miseria, di peccato, di tristezza, e accompagnarci alla felicità e alla beatitudine. La Divina Commedia è stata scritta perché potessimo intraprendere il viaggio verso la felicità e la salvezza eterna. Dante ha pensato a sé e a coloro che avrebbero chiamato il suo tempo antico, cioè i posteri. Inoltre, il poeta mette subito in collegamento la questione della bellezza con la felicità e addirittura con la salvezza eterna.