Cantica bellissima è quella del Purgatorio, purtroppo non sempre apprezzata quanto l’Inferno, il Regno senza Dio, dove campeggiano grandi personaggi solitari, presi da passioni totali e assolute, dominati dal male, senza desiderio di redenzione. Il Purgatorio è senz’altro la cantica più terrena, perché rispecchia meglio la nostra condizione di homo viator. Se noi in Terra sperimentiamo in alcuni casi la tristezza dell’Inferno quando rifiutiamo Dio e la felicità del Paradiso quando ci facciamo abbracciare dal suo amore misericordioso, viviamo in realtà sempre la situazione di chi è in cammino verso la propria vera patria. È la condizione del pellegrino, di cui si è dimenticato l’uomo contemporaneo, che vive la dimensione terrena come l’unica possibile, e che invece l’uomo medioevale viveva con maggiore coscienza.

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