1. L’uomo e l’esperienza. A Lewis piace lo scontro verbale. Nei suoi discorsi spesso sembra non partire dall’esperienza. Con la donna amata si reca dall’alto della cattedrale per ascoltare all’alba i canti per l’inaugurazione dell’anno accademico. Lei gli chiede che cosa cantino gli studenti. Lui risponde che non si è mai alzato così presto per ascoltarli.

 

Sentiamo poi queste battute del dialogo:

Lewis: l’esperienza non è tutto.

La donna: non sono d’accordo. Io credo che sia tutto.

Lewis: allora leggere è perdita di tempo.

La donna: ma leggere è innocuo, non ci fa soffrire.

Lewis: ma è da quello che si impara.

La donna: ma lei ha mai sofferto veramente?

 

Il professore sembra avere sempre le risposte su tutto e su tutti i casi della vita. Quando ritroverà lo studente universitario sul treno, dopo la morte dell’amata Joy, il suo atteggiamento cambia. Di fronte alla vita sembra più proteso alla domanda.

Lewis- Curioso come funzionino le cose.

Studente- Non mi sembra che funzionino. Insegno. Si senta pure libero di ridermi in faccia.

Lewis- Suo padre è un insegnante?

Studente- Mio padre è morto. Gli volevo molto bene.

Lewis- E lui lo sapeva.

Studente- Credo di sì.

Lewis- Bisogna dirle le cose. Il tempo passa e poi si è di nuovo soli. Leggiamo per sapere che non siamo soli.

 

Alla fine del film uno studente mostrerà di avere già appreso l’importanza dell’esperienza. Lewis gli dirà: “Amiamo per capire che non siamo soli”. Lo studente replicherà: “Non saprei. Conosco l’amore più attraverso i libri che per esperienza”.

 

  1. Dal rapporto con la donna Lewis impara a partire da sé, dal proprio cuore, dalla propria esperienza. Impara a condividere. Lewis chiede a lei se possa fare qualcosa che le possa essere utile. Lei gli risponde di essere suo amico. Poi nel rapporto Lewis tende a non giocare a carte scoperte, a nascondere i suoi sentimenti.

Di nuovo sintomatico è il dialogo tra i due:

La donna: tu non dici tutto.

Lewis: non si può mai dire cosa ci sia tra due persone. L’amicizia non dovrebbe essere trasformata in amore romantico. Non sono abituato a questo…

La donna: a chiamare le cose con il loro nome? Non ti viene la voglia di scoprire il gioco? I tuoi amici ci credono non sposati e tutti intenti a fare cose depravate…. Tu ti sei costruito una vita in cui nessuno può scalfirti. Tutti quelli che sono con te sono più deboli di te, più giovani,…

 

Nella malattia della moglie Lewis cambia.

 

Lei- Non sei tenuto a curarmi.

Lewis- Chi dovrebbe curarti? Sei mia moglie.

Lei- Sembri cambiato Mi guardi in modo giusto ora.

Lewis- Prima non lo facevo?

Lei- Non nel modo giusto.

Lewis- Io non voglio perderti. (Rivolto all’infermiera: è proprio necessario che sappia?).

 

Lewis ora vuole sposarla davanti a Dio e al mondo: “Guarda cosa è dovuto accadere per farmelo capire”. Prima che lei muoia vanno nella valle dorata. Anche qui c’è un dialogo molto bello tra i due novelli sposi.

 

Lewis: è questa la felicità per te?

Lei: non durerà.

Lewis: non pensiamo a questo. Non roviniamo questi momenti.

Lei: li rendiamo reali. Fammelo dire, che io morirò. Voglio essere con te anche allora. E sarà così se riesco a parlartene. Cavarsela è troppo poco. Il dolore di domani fa parte della felicità di oggi. Devi accettarlo.

 

Sul letto di morte questo è l’ultimo dialogo tra i due.

Lewis- Stringimi. Non lo sopporto di vederti soffrire così. Quando si è vicni alla fine si scopre se si crede o no.

Lei- Devi lasciarmi andare.

Lewis- Ti amo tanto, mi hai reso così felice. Non sapevo che potevo esserlo così tanto. Signore accogli la mia amata moglie Joy. Abbi pietà di noi.

 

Quando muore Joy, Lewis ha tanto paura di non rivederla più, che la sofferenza sia solo sofferenza senza uno scopo. “Ho fatto i conti con un pezzetto di esperienza. È una maestra brutale. Ma si impara. Quanti si impara”. Il figlio di Joy allora dice: “Non capisco perché ha dovuto ammalarsi. Ma non si può restare aggrappati alle cose. Bisogna lasciarle andare.

 

  1. La preghiera. Lewis dice: “Io prego perché non posso farne a meno. Prego perché sono impotente. Prego perché il bisogno mi assale in ogni istante nel giorno e nel sonno. Questo non cambia Dio, cambia me”.

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