Regia: Roland Joffé        Anno: 2000

Costumi: Yvonne Sassinot De Nesle,  Fotografia: Robert Fraisse,  Montaggio: NoÃlle Boisson 

Attori: Julian Sands, Uma Thurman, Tim Roth, Gerard Depardieu.

Trama: Il principe di Condè, caduto in disgrazia agli occhi di Sua Maestà, escogita di recuperarne il favore organizzando tre giorni di festeggiamenti mai visti per celebrare il passaggio della corte dalle sue terre. Cosi ricorre a Francois Vatel, il piu grande maestro di cerimonie dell’epoca, che sembra risolvere tutto organizzando tre giorni memorabili, con il risultato di un grande successo personale per il Principe di Condè e di inaspettate conseguenze per se stesso.  

Primo giorno. Vatel fa iniziare i festeggiamenti con grande sfarzo.

Nel dialogo con Madame di Montesieu afferma di avere il potere di “creare, stupire. La visita del re è l’esame supremo”. La donna gli risponderà: “Il destino della Francia è nelle vostre mani. Sarà una grande sorpresa per il ministro del Re Colbert”. Vatel è convinto di essere libero, di contare molto, ha dato tutto per il suo signore.

Il fratello del re vuole prima un paggio, poi si invaghisce della genialità di Vatel e lo manda a chiamare. Il maestro di cerimonia gli fa rispondere: “Non c’è anima tanto debole che non sia in grado di avere un potere sulle passioni (se vogliamo ciatre Cartesio). Ditegli che entrambi viviamo qualcosa di veramente terribile, il desiderio dell’assoluto, del sublime, del perfetto. Per questo lui svolazza da persona a persona ed è ancora per questo che io non mi concedo a nessuno”. Il fratello del Re gli risponderà: “Voi mi capite come nessuno dei miei amici riesce a capirmi”. Vi auguro di trovare la perfezione. Lo so che io cerco nei posti sbagliati. Ma quando sarò disperato, ricorderò che esiste un uomo che sa leggermi nell’animo”. La situazione ricorda molto da vicino la figura del Miguel Manara che passa di donna in donna senza essere soddisfatto, mentre i suoi amici lo credono fortunato, non comprendendo la sua tristezza.

In una partita a carte il Principe di Condè vende il suo maestro di cerimonia.

Secondo giorno.

Il banchetto dell’ultimo giorno deve essere perfetto perché il principe di Condè abbia il comando delle operazioni militari e il favore del re. Intanto Vatel è stato venduto al Re in una partita a carte. Vatel sa tutto dei suoi dipendenti, è molto dispiaciuto della morte di un suo aiutante. Intanto cresce la simpatia del fratello del re per Vatel (“Siete un maestro testardo, voi maestro dei piaceri, ammirevole”. Vatel maestro dei piaceri sa controllarsi, vive per la responsabilità, per il suo compito. Vedremo presto che ciò non basta). Nasce anche l’amore tra Vatel e madame di Montesieu. Vatel le scrive facendole un dono: “Madame, siete stata gentile con chi aveva dimenticato la gentilezza. Dedico il mio talento per ottenere il vostro perdono”. Vatel sacrificherà i suoi pappagalli per salvare i canarini della donna che ama.

Madame di Montesieu è colpita dalla sua dedizione totale al lavoro. Quando sta per sopraggiungere una tempesta, vorrebbe farla cessare con il pensiero. Sentiamo il dialogo:

Vatel- Vi sentite male?

M. de Montesieu- Volevo che il vento smettesse. L’ho fatto smettere.

Vatel- Penso sia stato Dio.

M- Allora Dio ha mandato me; è così importante tutto questo?

V- Non è da tutti compiacere il Re.

M. Compiacere il re non è difficile e di nessuna importanza.

V. Come maestro di cerimonia ho il potere di salvare il casato del principe di Condè.

La donna confessa dopo una notte di amore che il principe di Condè l’ha scommesso ad un tavolo da gioco.

Terzo e ultimo giorno. Il pesce non è arrivato perché c’è stata una tempesta. Il Re nomina Vatel come suo maestro di corte a Versailles. Vatel farebbe carriera. Perché allora deciderà di farla finita? Vatel lascerà il biglietto alla Madame di Montesieu in cui scrive: “Quando avrà letto questo biglietto io avrò lasciato questo mondo con l’unico rimpianto di non poter più essere con voi. Vi diranno che è stato il fallimento del banchetto. Ma tra il breve aprirsi e richiudersi del vostro cuore ho capito di non essere il signore dei festeggiamenti ma il loro schiavo. Possiate fuggire anche voi ma per una via migliore. La vostra casa è al Sud, mi pare. Ricordate che c’è un luogo dove piantano le ciliegie, il sapore delle ciliegie si sente nel vino. Il vostro servo. Francois Vatel.” La invita a non farsi schiava del potere e del titolo, della ricchezza, ma a cercare un luogo bello .

Il maestro di cerimonia Vatel vive per un ideale che di dimostra inconsistente. “Il mio padrone è un uomo di onore. Ci scommetterei la vita.”

Come finirà il triduo di cerimonie? Il pesce arriverà. Gourville, l’aiutante di Vatel, riuscirà ad ovviare alla morte di Vatel. Il banchetto sarà eccellente e tutto riuscirà al meglio anche senza il grande maestro di cerimonia.

PERCORSO SULL’ESPERIENZA:

1- Nel primo film abbiamo visto l’importanza che la persona ci sia in tutta la sua totalità nell’esperienza. Non ci deve essere una distanza, ma un affetto, un coinvolgimento. Occorre però tutta la persona, LA RAGIONE (TENER CONTO DI TUTTI I FATTORI IN GIOCO), UN’EDUCAZIONE (UN MAESTRO CON UN’IPOTESI DI LAVORO).

2- Ora l’attenzione è sul CUORE. Il cuore in senso biblico è il desiderio di assoluto e di Infinito che abbiamo in noi e che ci fa essere a immagine e somiglianza di Dio. Questo desiderio di assoluto si traduce in un desiderio di felicità infinita, di amore infinito, di bontà e di giustizia infinte. L’uomo deve prendere coscienza di quest’animo, come nel film accade per Vatel e per il fratello del Re.

3- … e sul GIUDIZIO. Giudicare significa confrontare quanto ti accade con il tuo cuore, ovvero con questa esigenza di felicità, di bontà, di amore.

Nessuno fa esperienza soltanto quando prova o sperimenta qualcosa.  Una persona può aver avuto tante donne, ma può non aver mai fatto esperienza dell’amore. Miguel Manara, la figura storica nascosta sotto il leggendario Don Giovanni, ha conquistato tante donne, ma non conosce davvero la natura dell’amore fin quando non incontra Girolama, che lo abbraccia nonostante il suo limite, che lo ama per quello che è, che gli mostra una letizia che le altre donne non possedevano. Miguel Manara incontra una umanità diversa, più corrispondente alla sua attesa, al suo umano desiderio di essere amato. L’abbraccio amoroso che la ragazza gli mostra corrisponde pienamente a quanto il cuore di Miguel Manara attende. Questi deve, però, riconoscere la sorprendente corrispondenza tra l’esperienza dell’incontro fatto e il suo desiderio di amore. Deve chiedersi le ragioni di questa corrispondenza, deve capire la natura delle domande del proprio cuore e, nel contempo, deve  investire di una domanda ciò che ha incontrato. Non c’è umana esperienza senza questa verifica di corrispondenza al cuore. Nell’esperienza dell’amore la persona coglie la propria dimensione strutturale di essere dipendenza da un altro e, in particolar modo, da quell’Altro che ci ha fatti. Nel contempo, la persona comprende che nell’esperienza dell’amore ci sono un compimento, una soddisfazione, una letizia differenti rispetto ad una posizione narcisistica di auto soddisfazione. L’apertura all’altro è una dimensione naturale per l’essere umano. La persona crescendo finisce, spesso, per dimenticarselo fino a quando non fa esperienza di essere amato. Quando accade questo? Solo quando qualcuno ti fa percepire che tiene proprio a te, che ti vuole bene così come sei, incondizionatamente, senza preclusioni.

Vatel ha compreso che aveva scommesso tutto per qualcosa di effimero, di precario, di inconsistente che non poteva soddisfare pienamente il suo desiderio di Assoluto. Lo comprende quando incontra l’amore e si rende conto che quest’amore è impossibile (“State con me, non andate dal Re” dirà alla donna dopo una notte d’amore. Lei gli risponderà: “Non avete capito che ciò non è possibile. Siamo delle pedine del Re. Il principe di Condè vi ha venduto per una partita a carte”).

L’IDEALE di Vatel si rivela effimera, un SOGNO, inconsistente che svanisce.

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