Perché leggere la Commedia, a settecento anni dalla sua composizione? Il capolavoro dantesco può ancora parlare a noi uomini del terzo millennio?

Proviamo a sentire lo stesso Dante. Nel canto XVII del Paradiso Dante esprime al trisavolo Cacciaguida la paura di perdere l’ospitalità presso i signorotti dell’epoca nel caso in cui racconti tutto quello che ha visto nel viaggio nell’Oltremondo. Cacciaguida, però, lo riconferma nel suo compito di «removere viventes in hac vita de statu miseriae et perducere ad statum felicitatis» cioè di «allontanare gli uomini dalla condizione di miseria/peccato/infelicità e accompagnarli alla situazione di felicità/beatitudine» (come il poeta scriverà nella Epistola a Cangrande della Scala inviatagli assieme al Paradiso). Il fine è quello di rimuovere i viventi, cioè noi finché siamo in vita, dalla condizione di miseria, di peccato, di tristezza, e accompagnarci alla felicità e alla beatitudine. La Divina Commedia è stata scritta perché potessimo intraprendere il viaggio verso la felicità e la salvezza eterna. Dante ha pensato a sé e a coloro che avrebbero chiamato il suo tempo antico, cioè i posteri. Inoltre, il poeta mette subito in collegamento la questione della bellezza con la felicità e addirittura con la salvezza eterna.

Convegno dantesco unimi 20 e 21-05-2019

Il convegno dantesco unimi 20-21 maggio ha già ottenuto il patrocinio della Società Dantesca Italiana e quello dell’Institut français di Milano.

Si tratta di un evento dall’amplissimo respiro internazionale, europeo, con cui la città di Milano e la Università degli Studi di Milano proseguono il loro impegno di associarsi alle celebrazioni dantesche in corso in tutto il mondo in occasione dei due centenari danteschi che cadono l’uno nel 2015 e l’altro nel 2021.

Il convegno in oggetto è prosecuzione ideale dell’assai importante iniziativa patrocinata dal Comune di Milano e organizzata da enti ad esso intimamente legati: il Castello sforzesco e la Biblioteca Trivulziana.

Nel 2015, l’anno in cui Milano ospitò EXPO, la Biblioteca Trivulziana chiamò un folto gruppo interdisciplinare e multidisciplinare di specialisti di Dante a collaborare alla’allestimento della mostra “Dante in casa Trivulzio”, nella quale furono esposti i pregevolissimi codici miniati della Commedia e altre importanti carte dantesche conservati alla Trivulziana. La mostra fu prolungata di due mesi rispetto ai tempi previsti e riscosse enorme successo.

Il principale ideatore di quella mostra, Donato Pirovano (Direttore del Dipartim di Studi umanistici unito), milanese, residente in Milano e dantista di fama mondiale appoggia e incoraggia la organizzatrice del convegno dantesco unimi 2019, Maria Gabriella Riccobono, dantista rinomata ella pure ed ella pure attiva e appassionata collaboratrice della mostra “Dante in casa Trivulzio”.

Pirovano, par giusto ricordarlo, ha curato il commento alla Francesca da Rimini di Gabriele D’Annunzio per accompagnare l’opera “Francesca da Rimini” di d’Annunzio-Zandonai, la prima della quale è avvenuta alla Scala il 15 aprile 2018: evento che rientra sicuramente tra i più importanti appuntamenti in senso assoluto dei Centenari danteschi 2015-2021 e che costituisce un fondamentale apporto milanese, del cuore artistico della città di Milano a questi Centenari.

Maria Gabriella Riccobono è aiutata nella organizzazione del convegno dalla valorosa ed efficientissima segretaria di esso, Liliana Dal Gobbo, da studenti unimi, dai due colleghi formatisi a Milano-unimi — il predetto Donato Pirovano e Matteo Milani (ora Direttore del Dipartimento di Studi linguistici unito) — e dalla valorosa associazione degli Esperimenti danteschi unimi (da una quindicina d’anni, con regolare ricambio dei leaders e dei loro collaboratori questi studenti della Facoltà di Lettere e Filosofia unimi, ora Facoltà di Studi umanistici, sono riusciti e riescono a organizzare con cadenza annuale Lecturae Dantis incentrate di solito su una delle tre cantiche, così da visitarle tutte nell’arco del triennio.

Unimi ospita l’iniziativa degli studenti ma questa si rivolge a tutta la città di Milano e il pubblico ne è assai composito. Grazie agli Esperimenti danteschi Milano è diventata una delle città in cui si legge e si commenta Dante ai massimi livelli, alla pari con Firenze, Roma, Bologna e Ravenna. Anche il convegno dantesco 2019 è sì generosamente ospitato e finanziato da unimi ma intende rivolgersi non solo agli studiosi e agli studenti sibbene a tutti coloro che amano i versi di Dante. Si tratta insomma di quella terza missione (divulgazione del sapere al fine di accrescere il livello generale della cultura del Paese) che rientra negli obiettivi primari della Università.

Tra i relatori al convegno, tutti studiosi di altissimo livello, vi sono il Presidente della Società Dantesca Italiana (Marcello Ciccuto), il filologo italiano presentemente più conosciuto e stimato nel mondo (Paolo Trovato, che da anni attende, con risualtati encomiabili, alla edizione della Commedia) e l’ultimo traduttore della Commedia in lingua francese (Jean-Charles Vegliante), opera premiata dall’Académie de France.

 

Tema del convegno: “La Commedia dantesca: tra filologia e interpretazione”

20 maggio ore 14 .30: saluti delle autorità, accademiche e non (forse il console francese, p.e.); presentazione del convegno da parte di M.G. Riccobono

ore 15 inizio dei lavori. Presiede William Spaggiari.

1° relatore: Marcello Ciccuto (unipi, p.o., Presidente Soc Dant it): Dante, Giotto e l’invisibile parlare

2° relatore: Sylvain Trousselard (agrégé, univ. Lyon 3 Lumières): “Circa le scelte traduttive in francese di Inferno V, con riguardo particolare a quelle di André Pézard e di Jean-Charles Vegliante”

3°relatore: Michelangelo Zaccarello (unipi-SNS, p. o): “Rileggendo i passi più famosi della ‘Commedia’: alcune nuove proposte per Francesca e Bonagiunta (Inf. V, Purg. XXIV)”

ore 16.45 pausa the e biscottini

ore 17.00 ripresa dei lavori: presiede Paolo Trovato

4° relatore: Matteo Milani (unito, p.o.): Esempi di coppie minime nella Commedia e indagine formale di alcuni casi tra i più espressivi

5° Colette Collomp (agrégée, univ Aix Marseille): Par. VI e luoghi paralleli, con attenzione particolare alla chiusa del canto,  alla figura di Romeo di Villanova, e ai luoghi paralleli della Commedia

Ore 18: interventi e domande del pubblico

ore 19: sospensione dei lavori, ritorno in albergo (Hotel Canada, via Santa Sofia) per un breve riposo e poi cena in ristorante scelto nella zona sede del Convegno-Albergo

21 maggio ore 10, ripresa dei lavori. Presiede Matteo Milani

1°relatore: Johannes Bartuschat (p.o., univ. Zürich): L’invenzione della filologia dantesca da parte di Karl Witte, nella temperie culturale del suo tempo

2° relatore: Jean-Charles Vegliante, (già p.o. Paris 3-Sorbonne Nouvelle, “Alcune cruces del traduttore”

PAUSA CAFFE’ e biscottini

ore 11.15 ripresa dei lavori. Presiede Sylvain Trousselard

3° relatore: Massimo Lucarelli (p.o., Univ. Chambéry Mont Blanc): Interazioni tra penitenza dell’agens e palinodia dell’auctor: note sul pentimento nella Commedia

4° relatore: Donato Pirovano, (p.o., unito) “Un uomo nel cielo di Dio”

ore 12.15 domande del pubblico, dialogo relatori-pubblico

ore 13.00 desinare a buffet riservato ai convegnisti e a chi presiede nella sala Crociera alta in cui si svolgono i lavori

ore 14.00 ripresa dei lavori, Presiede M.G. Riccobono

5° relatore: Marco Berisso (unige, p.a.) La Commedia come il più importante testo politico della prima metà del ’300

Ore 14.30: Domande del pubblico, dialogo relatori-pubblico

ore 15: inizio della tavola rotonda sul tema del convegno, cioè sui rapporti di allenza/dissidio tra filologia e interpretazione. A essa partecipano tutti i convegnisti che lo desiderino e hanno già aderito Paolo Trovato, Michelangelo Zaccarello, Jean-Charles Vegliante, Marco Berisso e Massimo Lucarelli. moderano Maria Gabriella Riccobono e Matteo Milani

Ore 17: interventi del pubblico

ore 18: chiusura dei lavori

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