altLa filosofia e l’arte greca occupano uno spazio di prim’ordine per lo sviluppo della cultura occidentale successiva. La nascita stessa della filosofia ha la sua genesi nel popolo greco. Alcuni dei suoi grandi pensatori (Socrate, Platone, Aristotele) vivono nei secoli (V e IV secoli a. C.) in cui Roma, invece, si sta espandendo militarmente nel territorio italico, ma dal punto di vista culturale non ha neppure una propria letteratura. Nel V secolo a. C. la cultura greca raggiunge il suo apogeo partorendo un’ideale di bellezza che diverrà, poi, emblema stesso della classicità. Ad Atene, l’età di Pericle, infatti, assisterà allo splendore del genio dello scultore Fidia, dei tragediografi Sofocle, Eschilo ed Euripide, degli storiografi Erodoto e Tucidide. Sono questi solo alcuni dei tanti esempi che si potrebbero addurre per descrivere lo splendore dell’epoca aurea greca.

Ne La guerra del Peloponneso lo storico greco Tucidide (460 a. C. – 400 a. C.)  ostenta la superiorità degli ateniesi sulle altre città dell’Ellade e sugli altri popoli conosciuti, superiorità che è, indubbiamente, dovuta ai «principi di vita» che hanno diretto la cittàa tanta potenza.Lo storiografo riconosce nell’ordine politico democratico un modello per gli altri stati. Atene ha anche creato

occasioni numerose di svago dai quotidiani sacrifici, istituendo giochi e solennità religiose, […] arredando con eleganza le […] abitazioni, il cui quotidiano godimento fa svanire, giorno per giorno, ogni tetro pensiero.

 

Viene, così, introdotto il tema della bellezza, strettamente connesso alla consolazione delle sofferenze e alla quotidianità.

In greco antico (e comunque al tempo di Tucidide) Kalòs ha una maggiore estensione semantica dell’italiano «bello» e dei corrispondenti di altre lingue moderne dal medio evo ad oggi, perché implica un senso di equilibrio etico che è l’aspetto pratico dell’armonia estetica; insomma bellezza e prassi s’identificano nel senso dell’equilibrio.

 

 

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