Regista: Jason Reitman
Anno: 2009 (distribuito in Italia nel 2010)
Attori: George Clooney, Vera farmiga, anna Kendrick.
Candidature agli Oscar 2010: il film ha ottenuto sei candidature agli Oscar 2010, come miglior film, miglior regista, miglior attore a George Clooney, miglior sceneggiatura non originale e la doppia candidatura per la categoria miglior attrice non protagonista a Vera Farmiga e Anna Kendrick.
 
La filosofia dello zaino vuoto.
Ryan Bingham è un tagliatore di teste, che ha vissuto per tanti anni in volo, viaggiando di città in città per licenziare i lavoratori in esubero. La sua filosofia di vita è teorizzata nelle conferenze che lui tiene nelle città degli Stati Uniti quando chiede agli uditori: “Che c’è nel vostro zaino? Quanto è pesante la vostra vita? Ci appesantiamo a tal punto da non riuscire neanche a muoverci. Bruciate tutto lo zaino e svegliatevi senza niente” E ancora: “Se libero la valigia lo zaino è vuoto. Niente bambini, anziani” e  sorride vedendo una ragazza che abbraccia il suo ragazzo. Oppure: “Non dovete accollarvi tutto quel peso. Appoggiate lo zaino. Noi non siamo cigni, siamo squali”. La ragazza che inizia a collaborare con lui e a seguirlo nei viaggi di licenziamento, di fronte al cinismo di Ryan, lo provoca: “Non vuoi sposarti mai? Avere figli?”. “Replica lui: “Vendimi il matrimonio?” “Che ne dici dell’amore? Stabilità? Qualcuno con cui parlare?” dice lei. Cinicamente Ryan conclude: “Ci sono matrimoni stabili? Moriamo tutti da soli”. Lei non concorda: “Penso che qualsiasi successo non serva a nulla senza la persona giusta”. In un anno Ryan trascorre quarantatrè giorni a casa, gli altri in viaggio. Al capo che gli chiede se voglia stare nella barca risponde: “Sì, da solo”.

Una filosofia di vita deve fare i conti con la realtà e le vere esigenze dell’uomo

Qualcosa inizia a cambiare per Ryan per alcuni accadimenti. L’arrivo di una neolaureata che ha introdotto un tele licenziamento che permette di risparmiare i soldi e che potrebbe coinvolgere lui stesso nel licenziamento gli fa constatare come occorra anche un calore umano nel lavoro. Il suo modo di lavorare è comunque a contatto con le persone, differente da quello freddo e asettico di un video. Inoltre, la ragazza cerca un affetto, un amore, è interessata a capire se la filosofia di Ryan abbia un senso e comprende che in realtà è inconsistente e vana. Lei comprende che i rapporti sono reali, sono costruiti con scelte e responsabilità, devono essere nello zaino, altrimenti che senso ha viaggiare?
“Andrai a trovarla?”. “Non abbiamo quel tipo di rapporto”. “Avrà un futuro?”. Risponde lui: “Non ci ho mai pensato”. “Non pensi che meriti un’occasione?”. “La tua concezione di reale cambierà”.
Ma in realtà è Ryan a cambiare. Nel tempo capisce che il rapporto con la sua “amica” non è una semplice avventura. Al matrimonio della sorella lui non vuole essere da solo, ma in compagnia della persona che ha più cara. Prima del matrimonio è chiamato ad un gesto molto significativo, dovrà convincere il fidanzato della sorella, in crisi prematrimoniale, che vale la pena sposarsi. Sentiamo il dialogo:
“Se pensi ai momenti felici, eri da solo? Quando hai pensato a tutte quelle stupidaggini eri da solo? La vita è meglio in compagnia. A tutti serve un copilota.”
Il cambiamento
Ryan che ha accumulato 10 milioni di km in viaggio in aereo offrirà i punti per la vacanza della sorella. Poi si recherà dalla donna amata scoprendo un’amara verità: lei è sposata, per lei Ryan è un’evasione, una parentesi al di fuori della realtà rappresentata dalla famiglia e dai figli. Ryan che ha voluto sempre svuotare lo zaino comprende che non ci si può liberare di ciò che conta e vale, dei rapporti a cui si vuole bene. Lui che è sempre stato fedele ad una sola cosa (la compagnia aerea; fedeltà è parola chiave nel film) comprende che la “vita dell’uomo consiste degli affetti che maggiormente la sostengono” per dirla con san Tommaso. Ryan scriverà una lettera di raccomandazione per la collega che si licenzia dopo il suicidio di una donna che loro avevano “tagliato”.  Bellissima la scena in cui diverse comparse affermano: “Affetti, famiglia, figli sono la mia spinta”.

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