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Politico e santo. Per questo una mostra che abbiamo voluto pronta in concomitanza con l’Anno della fede proclamato da Benedetto XVI. Perché la fede c’entra con la politica, non in modo prescrittivo ma certamente come giudizio ideale. Perché la democrazia senza riferimento a un valore che non sia solo quello derivato dal consenso popolare (o del re) mostra tutta la sua fragilità e il suo rischio di violenza. Perché un uomo di fede come Tommaso Moro ha saputo essere testimone dell’irrinunciabilità della libertà di coscienza e insieme della responsabilità di un uomo di Stato.
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Chiamato dai suoi contemporanei “uomo per tutte le stagioni”, Tommaso Moro è invece un uomo per tutte le generazioni, perché ricorda a chi ha responsabilità politica, e a chi gliela concede, la domanda fondamentale sulla legittimità del potere. Fin dove può spingersi il potere per conservarsi? O, come ha detto Benedetto XVI: “Quali sono le esigenze che i governi possono ragionevolmente imporre ai propri cittadini e fin dove possono estendersi?”.
[Dal Catalogo della mostra]

 

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