Immagine correlataREGIA: DANNY BOYLE con la collaborazione della regista indiana Loveleen Tandan

Tratto dal romanzo di Vikas Swarup Le dodici domande

Gran Bretagna/usa 2008

GENERE. Fusione del MECCANISMO DELLA FAVOLA, DEL ROMANZO OTTOCENTESCO alla Dickens, del REALISMO DELLA RAPPRESENTAZIONE DI UN’INDIA DIVISA TRA CASTE, CLASSI SOCIALI, POVERTA’ E RICCHEZZA, della TRADIZIONE DI BOLLYWOOD (balletto finale e attori).

BREVE TRAMA. Jamal, umile ragazzo del the in un call center di Mumbai (nuovo nome induizzato di Bombay), si presenta come concorrente alla versione indiana di “Chi vuol essere milionario” con la segreta speranza di ritrovare Latika, che ama fin da bambino. Domanda dopo domanda, giunge a sorpresa a concorrere per il montepremi finale. Il conduttore sospetta, però, una frode e lo consegna alla polizia, ma la verità è un’altra.

SPUNTI DI RIFLESSIONE

1) Jamal è paragonabile a un Oliver Twist contemporaneo: ne ha passate di tutti i colori, ha visto le cose più abbiette ed è capace di sentimenti travolgenti che lo sorreggono nei momenti più tragici. Come nel romanzo di Dumas, lui, Salim e Latika si sentono come i tre moschettieri, ma dovranno superare prove ben più dure dei loro omologhi letterari. Il segreto delle risposte fornite da Jamal è nascosto nelle mille dolorose esperienze del suo passato. Lì, anche nella realtà dolorosa vissuta intensamente, risiede la chiave alle domande del quiz. Le risposte stanno nella realtà. Ogni domanda, ogni risposta è un capitolo della vita di Jamal, che diventa un eroe per la povera gente di Mumbay. Jamal vive intensamente il suo tema, la realtà in cui è immerso. Come scrive Testori: «Non sbaglierà, nonostante tutti gli errori, chi avrà voluto bene alla realtà, ossia alla creazione. Amando la realtà, ci sei dentro, ci vivi già dentro e abbracci il tuo tema, la vita, senza bisogno di astrazioni. Basta amare la realtà, sempre, in tutti i modi, anche nel modo precipitoso e approssimativo che è stato il mio. Ma amarla. Per il resto non ci sono precetti».

2) Pur conoscendo un’adolescenza di imbrogli, furti ed espedienti, Jamal non perde mai la speranza di ritrovare e salvare l’amata. Jamal conserva uno sguardo puro di chi riconosce che ogni esperienza giunge per qualcosa, di chi si aspetta nonostante tutto che dalla vita gli venga il bene, pur se ogni sguardo sembra dirgli il contrario. La partecipazione al quiz che tiene incollati davanti allo schermo in nome di un impossibile sogno di successo milioni di connazionali tra cui anche Latika, divenuta la donna di un potente boss, è l’ultimo mezzo a disposizione per coronare quel sogno d’amore che Jamal sente voluto dal destino.

3) Emergono le domande di sempre sulla libertà e sul destino, sulla lealtà fraterna e sull’amore eterno:

-l’uomo è davvero libero o c’è un destino prestabilito?

-quanto è forte la lealtà tra amici o fratelli e fino a quando può resistere?

-esiste l’amore eterno?

4) Si impone anche la riflessione modernissima sulla realtà indiana odierna, ancora dominata dalla sperequazione sociale e dalle caste, dove si intuiscono enormi possibilità di ascesa sociale, ma sopravvive lo scandalo di bambini sfruttati e menomati. Ben lontano dall’India del colonialismo inglese alla James Ivory, ma anche a film sugli ultimi della terra come La città della gioia, la pellicola di Danny Boyle presenta un paese affascinante e carico di contraddizioni, dove convivono il lusso e la povertà assoluta, le fuoriserie e le lavandaie che stendono i panni ad asciugare tra i binari della ferrovia; i call center che rispondono agli utenti dell’Inghilterra e i bambini che vengono accecati per farne mendicanti, i gangster che controllano la prostituzione e le produzioni televisive occidentali.

5) Siamo PERSONE, NON INDIVIDUI, perché nulla può mettere a tacere definitivamente l’insopprimibile domanda di felicità e di amore che caratterizza il nostro animo, nulla può definitivamente indurci allo scetticismo e al cinismo totali che ci inducono a concepirci come isole, senza relazioni, che si avvalgono degli altri esseri umani solo per il proprio bisogno, il piacere o altri fini. Siamo esigenza di amore, non un insieme di bisogni primari e secondari. L’altra persona non è un bene che soddisfa il mio bisogno economico, ma il mio io si compie e si realizza nella relazione con l’altro.

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