TRA I BANCHI DI SCUOLA SU RADIO 5.9 SABATO 19 GENNAIO ORE 10. SI PARLERA’ DELL’IMPORTANZA DI TENERE UN DIARIO A CASA, DEL CAFFE’ LETTERARIO E DI ALTRE QUESTIONI.

Il tema è un’ottima occasione per scoprire il proprio io e capire la propria posizione umana. È bello scrivere perché consente di «andare a fondo della propria posizione umana riguardo a sé, agli altri e alla realtà in tutti i suoi complessi fattori esistenziali, culturali, sociali» (M. Bocchini, Colloqui con una professoressa). La parola scritta «è la rivelazione anzitutto a me stesso e poi agli altri di una verità su di me o sulla realtà […]. Devo scoprire un pezzettino grande o piccolo di verità, ma devo scoprirlo io».

Il ragazzo scopre di avere tanti desideri, di avere tante idee, di avere un’interiorità a cui non aveva mai badato. «Al tempo stesso può avvenire la scoperta dolorosa ma liberante di avere in sé tanti elementi di non verità, di desideri falsi, di condizionamenti soffocanti, irragionevoli e feroci della cultura in cui tutti siamo immersi». Perché il tema sia una vera possibilità di crescita umana occorrono due requisiti: che l’insegnante sia un vero interlocutore (cioè prenda sul serio lo studente e il suo sforzo di cercare un pezzo di verità) e assegni temi che riguardino «un argomento di cui gli studenti conoscono bene tutto», esperienze, questioni della vita, problematiche su cui si è discusso in classe seriamente. Allora, in questo caso, l’attività di scrittura non è solo retorica, ma coincide con un percorso umano.

Un momento assai significativo che deve accompagnare l’attività di scrittura è la scoperta da parte del ragazzo del proprio arriere boutique, per usare un’espressione di Montaigne che mi piace, ovvero del proprio retrobottega, uno spazio personale, un luogo di riflessione, la scoperta che abbiamo un’interiorità, una coscienza, un’anima. In questo senso diventa importante la stesura del diario.

Nel triennio tutti i miei studenti devono dedicare una parte del loro tempo (due volte alla settimana almeno) a questo impegno. La maggior parte sono stupiti di fronte al compito che viene loro assegnato. Il diario è reputato da alcuni come un’attività per femmine oppure come qualcosa di fanciullesco e adolescenziale. Sono i ragazzi che hanno il maggior numero di pregiudizi al riguardo. Allora io spiego che per me il diario è una sorta di Zibaldone leopardiano, una raccolta di pensieri e di riflessioni sulla vita, su quanto accade di bello e di brutto nella giornata, su incontri e fatti, discussioni e meditazioni, letture o film visti. Il diario non deve riportare tutto quanto un ragazzo fa durante la giornata, ma deve essere un momento di approfondimento di un aspetto. Un giorno si potrà parlare della mamma, del papà, del fratello, l’altro delle proprie aspirazioni nella vita, di un amico, della ragazza, …

Nel tempo lo studente si stupisce di avere  una interiorità grande, di avere tante idee e pensieri nella testa, di possedere un desiderio ampio oppure si chiede perché non abbia nulla da dire. Il ragazzo così si mette in moto, inizia un cammino, cioè un percorso. Il diario è molto più che una semplice attività di scrittura, è la scoperta che io ci sono e posso dire la mia, che si distingue dall’informe e anonimo giudizio di tutti.

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