alt«Io vedo l’Italia che ci sarà tra dieci anni e sono certo che torneremo ad essere la guida in Europa». Così Matteo Renzi nell’intervista rilasciat al settimanale Tempi, e realizzata dal direttore Luigi Amicone. Il presidente del Consiglio ha parlato a tutto campo di quello che il Governo vuole realizzare in particolare su : Europa, scuola, persecuzioni in Medio Oriente e ddl omofobia. Quella sul sito del settimanale è un estratto, in attesa della pubblicazione integrale. Su scuola e omofobia, tematiche legate tra loro dalla libertà educativa, il premier dice: «Sulla scuola stiamo lavorando, e seriamente, con la ministra Giannini e con la sua squadra. E il 29 agosto presenteremo una riforma complessiva che, a differenza di altre occasioni, intende andare in direzione dei ragazzi, delle famiglie e del personale docente che è la negletta spina dorsale del nostro sistema educativo. Che non è affatto vero sia un problema, ma un asset strategico del nostro Paese, che va valorizzato e messo in sicurezza. In ogni caso la sfida educativa è la mia priorità. Tra dieci anni l’Italia non sarà come l’avranno fatta i funzionari degli uffici studi delle banche o i politici di Montecitorio; l’Italia sarà come l’avranno fatta le maestre, i maestri, gli insegnanti». Sul ddl omofobia presentato dal deputato Pd Ivan Scalfarotto: «Il ddl Scalfarotto non minaccia la libertà di parola. Ivan è stato duramente contestato anche da parte del suo mondo [quello Lgbt, ndr] proprio per questo» (Tempi, 23 agosto).

Ed è sempre al popolo di CL – disertato dal premier, ma non da ministri e sottosegretari – che vengono fornite alcune “anticipazioni” dalla stessa Stefania Giannini che per esempio ha voluto ribadire un concetto molto importante per il mondo cattolico e non solo, circa il ruolo delle scuole paritarie in Italia: «pubblico non è ciò che è gestito dallo Stato, ma ciò che è fatto per tutti, al servizio della comunità e finalizzato al bene comune». Le scuole paritarie non sono affatto un attore di secondo piano nella vita scolastica italiana e i numeri forniti da Marco Masi (presidente di Cdo Opere educative – Foe) ricordano che in Italia esistono 13.000 scuole paritarie frequentate da un milione di studenti, il 12% della popolazione scolastica italiana. Quella per la parità effettiva non è quindi la battaglia di una fazione. La ministra Giannini ha richiamato più volte l’articolo 3 della nostra Costituzione e la raccomandazione del Consiglio d’Europa del dicembre 2012, che incoraggia una reale applicazione della legge sulla parità.

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