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Maturità 2014. Anziché affidarvi al tototema, studiate (da oggi potete farlo anche con noi) PDF Stampa E-mail

Nel 2013 le previsioni relative al Tototema (notizia ANSA datata 11 giugno, ore 16.05) recitavano così: «Ungaretti in pole position, insieme a Svevo, Pirandello e Quasimodo per l’analisi del testo. Per il tema o saggio/articolo, ci sono la crisi e lo sviluppo sostenibile, visto che il 2013 è l’anno Europeo contro lo spreco, internet (30 anni dalla nascita), la condizione femminile e il cammino dell’integrazione europea. Ad una settimana dall’esame di maturità, escono le prime previsioni: ma mai i temi sono stati diffusi prima della mattina degli esami, quando si apre il plico telematico».

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Annelisa Alleva, La casa rotta PDF Stampa E-mail

alt«Una scorribanda poetica ebbra, una corsa sulla neve e in volo, […] un’esplosione dell’io lirico antico»: così in poche parole il poeta Roberto Mussapi, curatore della collana «I poeti» per Jaca Book, definisce la nuova raccolta della poetessa Annelisa Alleva. Amante e studiosa della letteratura russa, la scrittrice è accomunata a quella grande lezione e tradizione da una passione coinvolgente che sa assaporare le pieghe più recondite del vissuto, trasmettendo i sentimenti più lieti come quelli più dolorosi, in un’ansia comunicativa che mai tradisce enfasi retorica o convenzionalità. La sua poesia sa, però, cogliere le molteplici sollecitazioni di tanti grandi contemporanei.

Vi si può leggere la lezione montaliana. Questa eco del poeta ligure non è neanche troppo nascosta, svelata in poesie come “Ho scelto dopo le scale a scendere” dove la memoria del lettore corre subito alla celeberrima poesia di Satura “Ho sceso dandoti il braccio almeno un milione di scale”. Una catabasi nella città moderna, nella metropolitana, per  prendere il treno che rappresenta la vita.

Non manca, poi, la lezione del simbolismo, ben rappresentata in Italia da Pascoli. Ne è chiaro esempio “Delle mie visite in clinica”, ove le gocce di resina sul parabrezza dell’automobile sono il pianto della natura commossa di dolore per la malattia dell’amico in ospedale, come “il pianto di stelle” nella notte di San Lorenzo. Il dato simbolico si chiarisce solo in fondo alla poesia quando la poetessa chiede come “asciugare queste lacrime di resina”. Non c’è oscurità in questa poesia, ove concretezza e carnalità si sposano con l’alito dello spirito che ambisce a sollevarsi in luoghi più alti. Pensiamo al desiderio che la malattia della persona cara finisca: “Vorrei staccarti di dosso la malattia/ che ti fa piena di difetti, e che ti si è/ aggrappata alla carne come unghie”. Chiaramente Alleva si schiera fuori dalla lunga teoria di poeti che cercano l’ermetismo espressivo e la forma criptica che nasconda sentimenti, luoghi ed eventi. Alleva è per le parole chiare, non per questo semplici, parole che abbiano però il sapore dell’uomo e del vissuto.

 

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Racconto della riviera PDF Stampa E-mail

altL’ultima raccolta di Lauretano si pone sulla scia dell’Inferno dantesco, per usare un’immagine cara a Mario Luzi, che ne L’Inferno e il Limbo (1949)aveva parlato della duplice tendenza della letteratura italiana, quella intimista, spiritualista, rarefatta e indefinita, incline a «commentare l’esistente», rappresentata dal Petrarca, che ha segnato la tradizione letteraria italiana successiva, e quella dantesca, tendente al racconto e, quindi, ad «accrescere l’esistente» con la sua concretezza e il suo realismo.

Nel Racconto della riviera prevalgono la vena affabulatrice, la dimensione del racconto e della storia, come già denuncia il titolo, la «dolcezza», come scrive Francesca Serragnoli nell’introduzione. Il protagonista, ragazzo come tanti, vissuto senza un vero padre, si trova un po’ come Dante nella selva oscura, ha smarrito il senso, ha necessità di recuperare la sua Beatrice, quella Chiara che ha incontrato anni addietro. Marco vive cercando di coprire il vuoto. Trascorre le serate col branco, «i compagni di nessuna cosa, […] deflagrati. Implosi. Morti/ segretamente», in attesa che qualcosa accada, «ma nulla poi accade e ognuno rimane dov’è nel suo pezzo di babele». E al «cuore adolescente di Marco» nulla basta: «non bastano gli amici animali/ il sangue appannato dalla birra/ il cervello dirottato dall’istinto». Non tutto nella vita di Marco era stato vuoto. Marco aveva incontrato Chiara, una ragazza che «amava libera/ come chi sa che l’amore viene/ da oltre un mare misterioso,/ […] come se sapesse cose antiche».

 

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