altIl 26 dicembre 2014 all’Angelus Papa Francesco ha ricordato santo Stefano, il primo martire, meditando sul suo esempio di «coerenza cristiana», tanto attuale e importante oggi, e sul tema – su cui il Pontefice torna sempre più spesso – dei cristiani perseguitati e della libertà religiosa.

Chi era santo Stefano? «Scelto dagli Apostoli, insieme ad altri sei, per la diaconia della carità, cioè per assistere i poveri, gli orfani, le vedove nella comunità di Gerusalemme, egli diviene il primo martire della Chiesa. Con il suo martirio, Stefano onora la venuta nel mondo del Re dei re, dà testimonianza di Lui e offre in dono la sua stessa vita, come faceva nel servizio ai più bisognosi. E così ci mostra come vivere in pienezza il mistero del Natale». Stefano richiama tutti noi alla coerenza cristiana, cioè al mettere d’accordo la nostra fede con il nostro comportamento, in tutti gli ambiti della vita personale e sociale. A ben vedere, quelli che uccidono Stefano non avrebbero obiezioni se il santo si dichiarasse cristiano a parole, ma poi vivesse da pagano come tutti gli altri. Stefano però pensa e agisce da cristiano in tutte le dimensioni della sua vita: per questo lo uccidono.

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