Sabato 16 marzo 2019 ore 10 TRA I BANCHI DI SCUOLA su RADIO 5.9. INCONTRO CON I MATURANDI DI DESENZANOdal tema IL VIAGGIO NELLA LETTERATURA DEL NOVECENTO.

Il viaggio è metafora della vita. Passeremo in rassegna alcuni autri del Novecento. In molte opere contemporanee è venuta meno la certezza che vi sia la meta del viaggio oppure che si possa davvero ritornare a casa, a differenza dell’Ulisse omerico che ritorna a Itaca, dopo vent’anni.

Un esempio è presente nell’ultimo romanzo La luna e i falò (1950) di Pavese che racconta del ritorno  dall’America di Anguilla dopo la liberazione e dopo aver fatto fortuna. Anguilla cerca invano nel paese natio delle Langhe il proprio passato e i compagni cari dell’infanzia. Molti, infatti, sono morti. Anguilla rivive nella figura del piccolo Cinto, adottato dal contadino Valino, la sua stessa storia di orfano nell’infanzia.

Infine, scopre che quei falò che nella tradizione mitica, ancestrale e contadina rinnovano di anno in anno la fecondità della terra sono nell’orizzonte storico lo strumento della tragica morte durante la guerra, in cui ha perso la vita giovanissima la bella ragazza del paese, Santa, divenuta spia dei tedeschi.

Anguilla si ricorda degli anni trascorsi alla Mora quando, ancora ragazzino, ammirava la bellezza delle figlie del padrone sor Matteo (Irene e Silvia). Allora la loro sorella minore, Santa, era solo una bambina. Durante la guerra era divenuta la ragazza più bella, ma anche una collaboratrice dei fascisti. Catturata dai partigiani, venne fucilata e bruciata.

Ora che Anguilla è tornato capisce che «un paese vuol dire non essere mai soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo che anche quando non ci sei resta ad aspettarti», «un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via». Anguilla non può restare, deve ripartire, ora che sa e ha capito.

La maturità dell’uomo è la consapevolezza della vita, l’accettazione del destino che, se non si tramuta in amore, lascia solo tanta tristezza e malinconia. Ripeness is all («la maturità è tutto») è la frase che apre il diario Il mestiere di vivere. Maturità è consapevolezza che si muore e che i propri cari si dileguano anche loro con il tempo.

Commenta questo Articolo