L’opera teatrale di Giovanni TestoriI promessi sposi alla prova è un magnifico esempio di rilettura del capolavoro manzoniano mediata attraverso I sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello. Testori rilegge proprio quel Manzoni con cui ha in comune una clamorosa conversione che ha fatto tanto discutere e ha infastidito molti. Lo sperimentalismo di Testori non è fine a se stesso. I temi che il drammaturgo ha a cuore sono di estrema importanza: la necessità della presenza di un maestro nella vita e la scoperta del talento.

Sei personaggi (gli attori che interpretano Renzo, Don Rodrigo, Lucia, Agnese, Perpetua, Gertrude) sono guidati da un regista/maestro, che incarnerà talvolta anche altre parti. Il maestro insegna ai suoi allievi a recitare la propria parte introducendoli al proprio mestiere, a quel compito che uno si assume nella vita, alla responsabilità nei confronti degli altri: una vera e propria missione. Il maestro insegna agli attori ad entrare in rapporto con il reale, ad addentrarsi nella realtà, ma lascia loro la libertà, non li mortifica, ma li sprona a librarsi verso il cielo: «Io le ali non le spezzo! Le aiuto; a librarsi; come quelle dei falchi; o delle poiane; le rimpolpo; le ringagliardisco, io, le ali».

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