recensioni libro il purgatorio ritorno all'eden perduto
ALETEIA. Davvero il purgatorio è un'invenzione medioevale? PDF Stampa E-mail

Risultati immagini per giovanni fighera il purgatorio ritorno all'eden perdutoSecondo uno dei più grandi medievisti di sempre, Jacques Le Goff, serviva solo a favorire le indulgenze. Ma i documenti della Chiesa lo smentiscono

Il Purgatorio è un’invenzione medievale? Giovanni Fighera in “Il Purgatorio: ritorno all’Eden perduto” (edizioni Ares) risponde alle argomentazioni dello storico Jacques Le Goff, secondo cui il Purgatorio è un’invenzione della Chiesa tra il XII e XIII secolo per aumentare il proprio potere sulle coscienze degli uomini e sui loro soldi.

In un’intervista che sintetizza le tesi fondamentali del libro “La nascita del Purgatorio“, rilasciata il 27 settembre 2005 per il quotidiano Repubblica, Le Goff afferma:

“La nascita del Purgatorio modifica la giurisdizione esercitata sui morti, favorendo la pratica delle indulgenze. Secondo la dottrina tradizionale, gli uomini da vivi rispondevano al tribunale della Chiesa, una volta morti però erano giudicati solamente dal tribunale di Dio. Con il Purgatorio si crea una sorta di tribunale comune in cui intervengono sia Dio che la Chiesa. Le anime che vi transitano, infatti, continuano a dipendere da Dio, ma beneficiano anche dell’azione della Chiesa che distribuisce le indulgenze. Il Purgatorio, dunque, ha rinforzato il potere della struttura ecclesiastica, che così, oltre che dei vivi, è responsabile in parte anche dei morti”.

Quando è nata la credenza nel Purgatorio? È radicata nella tradizione della Chiesa, nella fede tramandata dai cristiani attraverso i secoli o davvero si è diffusa solo tardivamente tra il XII e il XIII secolo, come afferma l’illustre storico Le Goff? È davvero un’invenzione medioevale, non suffragata in alcun modo dai testi vetero e neo testamentari?

 

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RISVEGLIO DUEMILA- Recensione di Il Purgatorio: ritorno all'Eden perduto PDF Stampa E-mail

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Davvero il Purgatorio è in'invenzione medieovale, come sosteneva Le Goff? Quali testi letterari prima di Dante descrivono il viaggio nel Purgatorio? Il secondo vo0lume della trilogia di fighera dedicata alla Comemdia dantesca risponde a queste e ad altre domande per inoltrarsi, poi, in questa cantica bellissima. Ritornano la luce, il cielo stellato, la notte, a testimoniare che l'ansia di redenzione manifestatasi nelle anime purganti trova riscontro nell'infinita misericordia divina. Nell'Eden le sorprese non sono, però, finite. Il viaggio di Dante è la lotta quotidiananel camminoverso la felicità piena.

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STUDI CATTOLICI a riguardo di "Il Purgatorio: ritorno all'Eden perduto" PDF Stampa E-mail

Risultati immagini per giovanni fighera il purgatorio ritorno all'eden perdutoDi Giovanni Fighera è stato presentato a Tempo di libri a Milano il saggio Il Purgatorio: ritorno all’Eden perduto. In viaggio con Dante (Milano 2017, pp. 160. Euro 13),che è stato recensito sul settimanale Risveglio Duemila del 10 marzo, evidenziando come «il secondo volume della trilogia di Fighera dedicata alla Commedia dantesca risponda a domande quali: davvero il purgatorio è un’invenzione medioevale, come sosteneva Le Goff? Quali testi letterari prima di dante descrissero il viaggio nel Purgatorio?», mentre Rino Camilleri sul Giornale del 16 aprile ha messo in rilievo che Fighera offre una risposta anche a interrogativi che vanno oltre la singola cantica, quali: «È vero che gli ultimi tredici canti del Paradiso sono andati perduti? E come descrivevano l’aldilà i grandi autori della letteratura greca e latina? Chi era veramente Beatrice? E com’è che parteggiava per l’imperatore visto che era di parte guelfa?». Il libro è stato segnalato il 13 aprile anche sul sito archiviostorico.info insiema al precedente, Tre giorni all’Inferno. In viaggio con Dante (Edizioni ares, Milano 2016, pp. 176, euro 13).

 

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Possiamo in questo istante non scegliere l'Inferno PDF Stampa E-mail

Risultati immagini per giovanni fighera il purgatorio ritorno al paradiso perdutoUna semplice storia

Vi racconto una semplice storia. Siamo in una scuola e i protagonisti sono studenti di quindici anni. Come capita ormai troppo spesso oggigiorno, alcuni di questi ragazzi si divertono a prendere in giro altri compagni della classe. Un giorno, però, esagerano e le vittime reagiscono e riferiscono tutto ai genitori. A questo punto ecco l’intervento nella classe da parte della scuola. Non prediche, non castighi, ma un semplice discorso che scommette sulla libertà dei ragazzi. Questo in sintesi e semplificato: “Ciascuno di voi ha una grande occasione, quella di chiedere scusa alla persona che ha offeso. Chieder scusa pubblicamente vale molto di più, permette di riconoscere di fronte a tutti il proprio errore e di domandare perdono. Questa è la differenza tra l’Inferno e il Purgatorio. Non è la gravità della colpa che differenzia le anime dell’Inferno dantesco dalle anime del Purgatorio, ma la disponibilità a chieder perdono e ad accettare la misericordia di Dio. Tutti noi sperimentiamo l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso già su questa terra. Un semplice “sì”, la sola parola “scusami”, un passo indietro, l’apertura del cuore ci permettono di uscire dalla condizione di tristezza dell’Inferno alla rinascita del Purgatorio. Basta un semplice gesto, è sufficiente riconoscere il proprio errore. Chi ha sbagliato chieda scusa e si sentirà rinascere già fin da subito”. A questo punto si alza il braccio di uno studente che chiede scusa ad un compagno riconoscendo con esattezza la propria colpa. A seguire un altro compagno e poi un altro e un altro ancora. Nel volto dei ragazzi che riconoscono la colpa si legge la letizia di chi riprende a vivere di vita nuova. Nel volto dell’offeso si vede la gioia di chi ha perdonato. La storia è davvero commovente, ma l’aspetto più sorprendente è questo: la storia è vera. Scommettere sulla libertà dell’altro è sempre la prima sfida. Puntare sul cuore e sulla coscienza dell’altro è l’unica chance che abbiamo di salvarlo dall’Inferno del carcere dell’individualismo che ciascuno si costruisce e in cui si rintana.

 

L’ansia di salvezza trova una risposta nell’infinita misericordia di Dio

La storia appena raccontata ricorda il passaggio nella Commedia dantesca dall’Inferno al Purgatorio.Dopo il viaggio nell’Inferno, il Regno senza Dio, Dante ritorna a rivedere le stelle, sul far dell’alba, di fronte al «dolce color d’orïental zaffiro» e ad uno spettacolare «tremolar de la marina». Ritornano la luce, il cielo stellato, la notte, dominano gli affetti, le amicizie, il senso della coralità e della comunità, il movimento e il cammino sostituiscono la staticità dell’Inferno. L’ansia di redenzione che si è manifestata anche solo per un istante in Terra trova una risposta nell’infinita misericordia divina.

         

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Il Giornale. Non è peccato farsi domande sul Purgatorio PDF Stampa E-mail

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Quando a Dante venne in testa di scrivere la Divina Commedia? È vero che gli ultimi tredici canti del Paradiso sono andati perduti? E come descrivevano l'aldilà i grandi autori della letteratura greca e latina? E chi diavolo era veramente Beatrice? Lo sapevate che il capolavoro massimo del genio italico è stato tradotto in tutte le lingue del mondo? E Dante? Ha ragione il cantautore Venditti a chiedersi se «era un fallito, un servo di partito»? E com'è che parteggiava per l'imperatore, visto che era di parte guelfa? Giovanni Fighera risponde a tutto, tranquilli.

Rino Cammilleri

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ARCHIVIO STORICO - Il Purgatorio: ritorno all'Eden perduto PDF Stampa E-mail

Risultati immagini per giovanni fighera tre giorni all'infernoIL LIBRO – Davvero il Purgatorio è un'invenzione medievale, come sosteneva Le Goff? Quali testi letterari prima di Dante descrissero il viaggio nel Purgatorio? Il secondo volume della trilogia di Giovanni Fighera dedicata alla Commedia dantesca risponde a queste e ad altre domande per inoltrarsi poi in questa cantica bellissima, purtroppo non sempre apprezzata quanto l'Inferno. Ritornano la luce, il cielo stellato, la notte a testimoniare che l'ansia di redenzione che si è manifestata nelle anime purganti anche solo per un istante in terra trova risposta nell'infinita misericordia divina. Dominano gli affetti, le amicizie, il senso della coralità e della comunità. Dante viator incontra i grandi amici già defunti, i poeti che gli sono stati maestri nell'arte della scrittura, attraversa le sette balze dei vizi capitali dovendo, infine, dire addio al maestro Virgilio e ritrovare Beatrice nel Paradiso terrestre. Nell'Eden perduto, però, le sorprese non sono finite. Il viaggio di Dante è la nostra stessa avventura della lotta quotidiana nel cammino verso la piena felicità.

  DAL TESTO – "L'impostazione morale che presiede il Purgatorio è mutuata dal sistema morale tomista, per cui l'amore può sbagliare per «malo obbietto» (amore per il male del prossimo), «per poco vigore» (insufficiente intensità dell'amore vero, Dio) o «per troppo vigore» (amore per i beni terreni oltre il giusto limite). Il vizio è il peccato riasserito e diventato abitudine, per cui la persona perde anche la consapevolezza della colpa per l'abitudine acquisita. Ciascun lettore può incorrere nei vizi capitali ed è bene che, come Dante, si purifichi finché è in vita. La lettura della seconda cantica è, dunque, l'avventura della lotta quotidiana dell'uomo contro il proprio male nell'affermazione dell'amore a Cristo.
  "Ogniqualvolta Dante supererà una balza, l'angelo che la custodisce gli cancellerà la lettera dalla fronte. Così accadrà finché il poeta non giungerà nel Paradiso terrestre, quell'Eden che si trova sulla sommità della montagna."

 

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CITTA' NUOVA. PURGATORIO: RITORNO ALL'EDEN PERDUTO PDF Stampa E-mail

Poesia – Giovanni Fighera, “Il Purgatorio: ritorno all’Eden perduto”, Ares, euro 13,00 – Dopo l’Inferno, l’autore  – insegnante, giornalista, scrittore e blogger – prosegue la trilogia dedicata alla Divina Commedia con il Purgatorio, cantica bellissima, purtroppo non sempre apprezzata come la prima, in cui dominano gli affetti, le amicizie, il senso della coralità e della comunità. Viene in evidenza come il viaggio di Dante sia la nostra stessa avventura della lotta quotidiana nel cammino verso la piena felicità.

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