Giovanni fighera fa l’insegnante di italiano e Latino in un liceo classico e scientifico di Milano. Inoltre, sempre in città, collabora con il dipartimento di Filologia moderna dell’Università degli studi. Con il libro “Che cos’è dunque la felicità mio caro amico?” il professore propone un originale e intenso percorso ed esistenziale, partendo proprio dalla questione introdotta dal titolo che è poi la prima parte della domanda che Giacomo Leopardi rivolge all’amico belga Jacopssen. che si completa così: “E se la felicità non esiste, che cos’è dunque la vita?”.

Facendo  propria la domanda di don giussani che sulla domanda religiosa che anima il il cuore dell’uomo e il suo desiderio di felicità ha investito parecchio, l’autore offre al pubblico dei lettori un interessante itinerario nell’affronto e nel confronto  con pensieri e con opere di grandi autori della tradizione. Quasi che ognuno di loro ingaggiasse uno spettacolare dialogo con il recanatese. Tra gli altri si misurano in questo areopago letterario dante e Manzoni. Ma anche Cesbron, Mounier, Calvino e Milosz. Il volume beneficia della prefazione di monsignor Luigi Negri, Vescovo di San Marino-Montefeltro.

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