RECENSIONE DI RAFFAELE VACCA SU “IL DENARO” del 25 giugno 2013.

Raffaele Vacca è nato ad Anacapri, dove risiede da sempre. Dopo gli studi universitari in giurisprudenza, si è dedicato a studi di varia umanità, in particolare sulla situazione del nostro tempo. Ha partecipato attivamente alla vita sociale, commerciale,  educativa, amministrativa e culturale dell’isola di Capri.  Giornalista pubblicista dal 1974 ha collaborato e collabora con  quotidiani e riviste nazionali. Nel 1984 ha ideato e fondato il Premio Capri – S. Michele, giunto nel 2012 alla XXIX edizione, che ha sempre organizzato.

Ha anche ideato e fondato nel 1972 l’Incontro di fine d’anno, che si svolge il 30 dicembre, e nel 1977 l’Incontro d’agosto, che si svolge il 13 agosto.

 

 

 

Anche Che cos’è mai l’uomo, perché di lui ti ricordi? L’io, la crisi, la speranza di Giovanni Fighera, edito dall’Ares, è un libro ispirato alla crisi in atto, della quale presenta analisi ampie e dettagliate con proposte di come superarla. Ciò in un modo particolarmente originale.

L’autore, attuando un metodo già sperimentato in sue precedenti opere, parla della situazione esistente e del suo futuro, richiamando spesso testi di autori del passato come Socrate, Platone, Aristotele, Lucrezio, Virgilio, Dante, Ariosto, Montaigne, Goethe, Nietzsche, e logicamente di autori del Novecento come, tra gli altri, Rilke, Marinetti, Pirandello, Joyce, Svevo, Kafka, Camus, Montale, Moravia. Indicazioni su come uscire dalla crsi si ritrovano in particolare nella terza parte, dedicata “al ripartire dall’umano”, e alla quarta e conclusiva, dedicata alla speranza nel tempo in cui siamo. La prima parte è dedicata all’io, mentre la seconda alla coscienza dell’uomo nel passato. Scrisse Albert camus (e l’autore lo ricorda nell’esergo del primo capitolo della prima parte) che, mentre tutte le generazioni del passato ritenevano di essere nate per rifare il mondo, la nostra generazione ha un compito diverso, forse più grande. È quello di impedire che il mondo si distrugga. Per compierlo bene non bisogna fuggire dalla realtà, ma ben comprenderla, sforzandosi di evitare ulteriori deterioramenti e di ricostruire ciò che è stato distrutto.

Fondamentale è comprendere come il senso dell’uomo-individuo che pensa solo a se stesso abbia sostituito quello di uomo persona, ovvero l’uomo che si pone in relazione con gli altri. Ed anche comprender come oggi l’uomo-individuo si trovi in grande disagio.

Tra le principali espressioni di uomo-individuo ci sono gli idoli, ovvero i divi, dei quali è pieno il nostro tempo, (essendo prodotti e alimentati a più non posso dai mass media). Ma questi presentano se stessi come soluzione, che poi appare vuota, evanescente, inconsistente. Sono invece sempre più rari i maestri autorevoli che sappiano guidare, indirizzando al bene e non a se stessi. Fra i temi sui quali Giovanni Fighera ritiene fondamentale riflettere ci sono ideologia e natura. Rivela che l’accezione negativa di ideologia si deve a Napoleone il quale, con questa parola, indicò le teoriche di coloro che pretendono di orientare la società umana, escludendo tutte le sue condizioni reali e di fatto, mentre, dopo Marx, ideologia può essere considerata una concezione o una dottrina che nasconde sotto i propri principi ideali la difesa di particolari interessi. Sentiamo spesso dire che le ideologie politiche sono scomparse. Ammesso che sia vero, altre ideologie tuttavia sono rimaste. Tra queste c’è quella del relativismo, che Giovanni Fighera ritiene “una vera e propria ideologia che vuole colpire ed eliminare dal sistema tutti coloro che si fanno ancora portavoce dell’esistenza di una verità”. In quanto alla cultura, dopo attraenti osservazioni, la definisce “capacità di agire nella realtà, di capirla e di giudicarla”, presuppone una certezza, un criterio unificatore per costruire il proprio sapere e le proprie conoscenze.

 

L’opera comprende un invito alla lettura di Gianfranco Lauretano ed una Prefazione di Giovanni Reale, nella quale tra l’altro è detto che in un tempo come il nostro in cui l’uomo ha perduto la fede nell’Aldilà e sta perdendo quella in un progresso illimitato la sua grandezza consiste non nel fare tutto ciò che si può, ma nel saper scegliere quel che si deve fare per il proprio e l’altrui bene.

Attrae e resta particolarmente nella mente e nell’animo quel che l’autore ha scritto, ispirato da una lirica di Giovanni Pascoli. È questo: la storia del pensiero e della cultura è un’inesausta ricerca di senso “che può essere rappresentata da un libro su un terrazzo, sfogliato dal vento. Le pagine ad un certo punto si fermano come se fosse stato svelato il Mistero, poi il vento riprende a rigirare le pagine, in eterno, alla ricerca della verità ancora non pienamente raggiunta. (di RAFFAELE VACCA)

L’AUTORE GIOVANNI FIGHERA. Nato nel 1971, sposato, con due figlie, si è laureato in Lettere moderne e ha conseguito una specializzazione e tre perfezionamenti nell’àmbito della letteratura e della linguistica. Insegnante di Italiano e Latino nei licei classico e scientifico, collabora con il dipartimento di Filologia moderna dell’Università degli Studi di Milano.
È giornalista e collabora con le riviste Studi cattolici e ClanDestino, con i quotidiani on line La bussola quotidiana, La nuova bussola quotidiana, Il sussidiario.net, Tempi.it (per cui cura il blog Il sugo della storia) e con il sito Cultura cattolica.
Con le edizioni Ares nel 2008 ha pubblicato il libro Che cos’è, dunque, la felicità, mio caro amico?, che ha ricevuto riscontri critici molto favorevoli (fra le testate che hanno recensito il volume: Avvenire, La Civiltàcattolica, Jesus, Il timone, Tempi) ed è stato letto integralmente nella trasmissione Orizzonticristiani di Radio Vaticana per tre anni (ottobre 2008, ottobre 2009, febbraio 2012). Insieme con La Bellezza salverà il mondo (anch’esso recensito da importanti testate e letto integralmente da Radio Vaticana nel mese di luglio 2010), pubblicato da  Ares nel 2009, «Amor che move il sole e l’altre stelle». L’amore, l’uomo, l’Infinito (letto integralmente su Radio Vaticana nell’ottobre 2010) completa un’ideale trilogia. Sempre per edizioni Ares è stato pubblicato nell’agosto 2012 Che cos’è mai l’uomo perché di lui ti ricordi? L’io, la crisi, la speranza (letto integralmente su Radio Vaticana nell’ottobre 2012).
Con le edizioni Raffaelli ha collaborato a Il romanzo italiano del Novecento (1900-1945), edito a febbraio del 2012 e Il romanzo italiano del Novecento (1945-1975) in corso di pubblicazione.
   Con le edizioni Fara editore ha collaborato al volume La forza delle parole nel 2012 con la stesura del capitolo «Poesia, bellezza e verità».
Ha collaborato con la raccolta di poesie Nuovi salmi (I Quaderni di CNTN) e una sua poesia “Perchè non torni a guardare le stelle?” compare nell’antologia.
Da anni tiene corsi e incontri sulla Divina commedia e di letteratura, cineforum per adulti e per ragazzi, incontri sui libri o sui temi sollecitati dai libri (felicità, bellezza, amore,…) in centri culturali, nelle scuole e nelle parrocchie. Ha un sito blog personale intitolato La ragione del cuore.

 

 

 

 

 

 

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