Solo nell’incontro con qualcuno che ci abbraccia così come siamo, possiamo anche noi abbracciarci e così conoscerci, solo nell’incontro con Dio, padre amoroso, incominciamo a capirci. È esperienza per noi di tutti i giorni: solo in un affetto si conosce veramente! È solo grazie ad un affetto profondo che l’uomo può conoscersi e pronunciare, così,  il proprio nome.

Nel Perceval di Chretien de Troyes il nome del protagonista ci viene svelato  solo al verso 3575 dopo che lui ha compreso la sua vocazione grazie  all’incontro  nel bosco con un cavaliere dall’armatura baluginante; in seguito, apprenderà il suo mestiere attraverso l’educazione di un maestro alla corte di Re Artù.

            Il tono di Beatrice rimane duro anche nelle battute successive rivolte a Dante:

«Guardaci ben! Ben son, ben son Beatrice.

Come degnasti d’accedere al monte?

non sapei tu che qui è l’uom felice?».

Come mai, chiede la donna, tu, o Dante, sei triste anche se ti trovi nel Paradiso terrestre, dove l’uomo è di solito felice? L’aspro rimprovero di Beatrice fa sì che gli angeli le chiedano perché lo avvilisca in tal modo. 

Il tono di Beatrice, che da dieci anni non ha visto Dante, appare duro nelle parole e nelle battute rivolte al poeta. Gli angeli sono così colpiti dall’atteggiamento di lei che le chiedono perché lo avvilisca in tal modo: «Donna, perché sì lo stempre?».  Allora Beatrice sintetizza tutta la storia della Vita nova.

Per breve tempo lei lo ha sostenuto con la sua compagnia, fintantoché fu in vita fino al 1290. Quando salì in Cielo e la sua bellezza aumentò di fronte alla gloria di Dio, invece di essere conquistato maggiormente, Dante si allontanò e si dimenticò di lei. Non servì a nulla il fatto che Beatrice cercasse più volte di andargli in soccorso e di impetrare grazie per lui. Dante cadde così in basso che per salvarlo la Vergine Maria ricorse alla strategia di cui siamo venuti a conoscenza nel secondo canto dell’Inferno, cioè la Madonna ricorse a santa Lucia (a cui il poeta era particolarmente devoto) che, a sua volta, chiese l’intervento di Beatrice stessa. Ora è necessario che, prima che dimentichi il male compiuto bevendo dell’acqua del Leté, Dante sia profondamente contrito per il peccato. Soltanto a quel punto, Dante verrà immerso nelle acque del fiume. Ora, finalmente ricondotto dinanzi a Beatrice, ammirando tutta la sua bellezza, il poeta rimane in estasi.

            Siamo ormai giunti agli atti finali del Purgatorio.

LA PROFEZIA SULLA STORIA DELLA CHIESA

            Ora la processione si arresta quando giunge nelle vicinanze di un albero. Alcuni eventi attraggono l’attenzione del poeta. Nel corso della puntata su radio Maria affronteremo la profezia dei fatti che coinvolgeranno la Chiesa.

Commenta questo Articolo