La situazione divenne insostenibile dopo l’Atto di Successione e Supremazia, con cui Enrico si ergeva a Capo della Chiesa d’Inghilterra, approvando il proprio divorzio. Dimessosi, Moro venne infangato e dileggiato, fino all’accusa di tradimento. Dal carcere scrisse una lettera alla figlia Margaret, da cui traspare una fede granitica: “Dubitare di Lui (Dio) io non posso e non voglio, sebbene mi senta tanto debole. […] Son sicuro che qualunque cosa avvenga, per quanto cattiva appaia, sarà in realtà sempre per il meglio”.

 

Protettore di politici e governanti

Giovanni Paolo II lo definì un “grande sta­tista ….. servo della Giustizia e non del potere, che visse la vita pubblica con umiltà semplice e buon umore, contrassegnata dalla passione per la verità”, e lo proclamò nel Giubileo del 2000 “Patrono dei politici e governanti”.

Alla domanda provocatoria se non fosse una figura troppo elevata, quella di Tommaso Moro, per poterla proporre al mondo politico di oggi, Cossiga rispose “che la Grazia serve es­senzialmente ai peccatori. E di protettori ne hanno bisogno soprattutto i più deboli”. Come capogruppo non posso che associarmi e invito tutti i colleghi, che hanno a cuore l’impegno politico, a scoprire questa figura; nelle difficoltà, causate dalla nostra debolezza e dagli errori, non dobbiamo smettere di cercare il bene co­mune, traendo conforto e ispirazione da perso­naggi come Tommaso Moro.

Seguendo il suggerimento del professor Giovanni Fighera (che ringraziamo per aver magistralmente inaugurato la mostra, facendoci conoscere nella sua intierezza San Tommaso Mo­ro), senza la presunzione di avere risposte a ogni problema, volgiamoci al bene comune. Nell’epoca del Relativismo sembra impossibile dire cosa sia “bene” e cosa sia “male”, ma ogni uomo, a “prescindere dalla Rivelazione” (Benedetto XVI), cioè che sia credente o no, con la Ragione può contribuire a ricercare il bene della comunità.

L’altro passo “comune” è a volte ostacolato da interessi di parte e dall’individualismo diffuso e presentato in tutte la salse dai mass media: nel­la nostra piccola realtà vogliamo, senza ignorare le differenze, collaborare, partendo dalle inizia­tive che vengono proposte in paese, siano esse culturali, ricreative, sportive, senza etichettarle a priori, ma valutandone la bontà o meno, dopo averle vissute.

(Associazione culturale Le Radici)

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