Il Banco Alimentare esiste dal 1989, per raccogliere prodotti alimentari da donatori volontari e ridistribuirlo ai bisognosi. Oggi i bisognosi sono molti di più, ma il cibo a disposizione è molto meno. E per la prima volta in 25 anni di storia, il Banco Alimentare deve organizzare una colletta straordinaria, o “Stracolletta”, domani sabato 14 giugno.

Il cibo manca, perché esiste, prima di tutto, un problema di organizzazione. Un problema europeo, non solo italiano. L’Agea era l’agenzia italiana che si occupava dei rifornimenti alimentari, in base al programma europeo (Pead) di aiuto agli indigenti. Aiuti che arrivavano non solo al Banco Alimentare, ma anche Associazione Sempre Insieme per la pace, Caritas italiana, Comunità di Sant’Egidio, Croce Rossa Italiana, Federazione Nazionale Società di San Vincenzo De Paoli e Fondazione Banco delle Opere di Carità. Finora aveva funzionato molto bene, ma il 31 dicembre ha chiuso i battenti il programma Pead, non tanto per decisione politica, quanto perché sono esaurite le scorte di prodotti eccedenti su cui si fondava. Come raramente accade per le burocrazie e le agenzie pubbliche, le testimonianze degli operatori del settore ne parlavano bene, come di un ente efficiente e scrupoloso nei controlli: ogni pacco alimentare timbrato Agea doveva essere destinato a uno specifico nome.

Commenta questo Articolo